Incidente stradale con intervento chirurgico

Incidente stradale con intervento chirurgico e nesso di causa

Quando un incidente stradale provoca lesioni tali da rendere necessario un intervento chirurgico, come l’asportazione della milza, intervento alla spalla, o intervento al femore, il danneggiato ha diritto al risarcimento integrale di tutti i danni subiti, solo se non ha provocato lui stesso l’incidente.

Il diritto al risarcimento del danno trova fondamento nell’articolo 2043 del codice civile, secondo cui chi cagiona ad altri un danno ingiusto è obbligato a risarcirlo.

In materia di circolazione stradale, poi, l’articolo 2054 del codice civile impone al danneggiato l’onere di dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare l’incidente, fornendo prova della responsabilità esclusiva, o concorsuale, dell’investitore.

L’azione da parte del danneggiato per fare valere il diritto al risarcimento dei danni derivante da incidente stradale è soggetta al termine di prescrizione breve di due anni, ai sensi dell’articolo 2947 del codice civile, salvo che il fatto costituisca reato.

Quando le lesioni stradali sono gravi e richiedono un intervento chirurgico, il risarcimento assume normalmente un valore più elevato, perché comprende numerose voci di danno, oltre al rimborso delle spese mediche e può darsi luogo alla personalizzazione, con aumenti significativi in termini monetari.

Intervento chirurgico per incidente stradale e risarcimento del danno

La necessità di intervento chirurgico a seguito di incidente stradale dimostra generalmente che ha causato lesioni di una certa gravità, con conseguenze anche in ambito penale per il responsabile, integrando il reato di lesioni stradali.

In questi casi il danno alla salute comporta, oltre ad una invalidità temporanea durante il periodo di degenza ospedaliera, anche una invalidità permanente, valutabile in termini di danno biologico, che deve essere oggetto di accertamento delle lesioni fisiche.

L’intervento chirurgico incide sul risarcimento del danno quando non ha ottenuto i risultati sperati, come nel caso di permanente ridotta mobilità di in arto ed esiti cicatriziali importanti, che determinano anche un danno estetico.

E’ bene ricordare che il danno biologico rappresenta la lesione all’integrità psicofisica della persona ed è tutelato anche dall’articolo 32 della Costituzione.

La quantificazione del danno avviene sulla base di criteri medico-legali che tengono conto della gravità delle lesioni permanenti, della durata della convalescenza,  spese mediche future e delle conseguenze in termini di sofferenza e vita di relazione.

La Corte di Cassazione ha più volte affermato che il risarcimento deve coprire tutte le conseguenze dannose derivanti dal fatto illecito, comprese le sofferenze fisiche e psicologiche subite dalla vittima (Cass. civ., Sez. III, n. 7513/2018), dunque il danno morale ed il danno esistenziale.

Quali danni possono essere risarciti dopo un intervento chirurgico?

Nel caso di incidente stradale con intervento chirurgico, la vittima può ottenere il risarcimento di diverse categorie di danno.

Tra queste rientra il danno biologico, cioè la compromissione della salute accertata dal medico legale.

A questo si aggiunge il danno morale, che consiste nella sofferenza interiore e nel dolore patito a causa dell’incidente e delle cure invasive necessarie.

Devono, inoltre, essere risarciti i danni patrimoniali, che comprendono tutte le spese sostenute dalla vittima a causa delle lesioni, come i costi dell’intervento chirurgico, delle cure riabilitative e della fisioterapia.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che le spese mediche devono essere integralmente rimborsate se risultano necessarie e collegate all’incidente (Cass. civ., n. 7774/2016).

In presenza di cicatrici visibili o alterazioni dell’aspetto fisico, può essere riconosciuto anche il danno estetico, che costituisce una componente del danno biologico.

È necessaria una perizia medico-legale di parte perché la valutazione medico-legale consente di stabilire il grado di invalidità e il collegamento tra l’incidente e le lesioni.

Come si calcola il risarcimento di un incidente stradale con intervento chirurgico?

Il risarcimento del danno alla persona viene determinato sulla base dei criteri stabiliti dalla Tabella Unica Nazionale per le lesioni di non lieve entità, introdotta in attuazione dell’articolo 138 del Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs. n. 209/2005).

La Tabella Unica Nazionale, ha l’obiettivo di garantire uniformità nella liquidazione del danno biologico su tutto il territorio nazionale nei casi di invalidità permanente superiori al 9%.

La nuova disciplina stabilisce criteri uniformi per la quantificazione economica del danno biologico e delle relative componenti di sofferenza morale, superando il precedente sistema basato prevalentemente sulle elaborazioni giurisprudenziali.

Per il calcolo dei danni e la quantificazione del risarcimento è necessario avvalersi di una consulenza medico-legale per accertare il grado di invalidità permanente, la durata dell’invalidità temporanea e le conseguenze permanenti delle lesioni,  anche nella propria vita di relazione e lavorativa.

A tali elementi si aggiungono le spese mediche documentate, comprese quelle relative all’intervento chirurgico e alle successive cure riabilitative, nonché gli eventuali danni patrimoniali derivanti dalla perdita, o dalla riduzione della capacità lavorativa del danneggiato.

Documentazione necessaria per risarcimento danni in incidente stradale con intervento chirurgico

Per ottenere l’integrale risarcimento in un incidente stradale con intervento chirurgico è fondamentale raccogliere tutta la documentazione relativa all’incidente e alle cure mediche.

Tra i documenti più importanti vi sono il verbale delle forze dell’ordine, il referto del pronto soccorso, la cartella clinica dell’ospedale e la documentazione relativa all’intervento chirurgico.

Un ruolo centrale è svolto dalla perizia medico-legale, che consente di accertare il nesso causale tra l’incidente e le lesioni e di determinare l’entità del danno biologico, nonché l’opportunità dell’intervento chirurgico.

La Cassazione ha chiarito che il danno alla salute deve essere accertato attraverso criteri medico-legali oggettivi e scientificamente attendibili (Cass. civ., n. 28988/2019), non  rientrando l’accertamento del danno esistenziale nei compiti del medico legale.

L’assistenza di un avvocato specializzato in diritto delle assicurazioni e risarcimento del danno per incidenti stradali è determinante al fine di non compromettere la propria posizione, evitando attribuzione del concorso di colpa ed importi liquidatori insoddisfacenti.

Risarcimento incidente stradale con intervento chirurgico: domande frequenti

Chi subisce un intervento chirurgico dopo un incidente stradale ha diritto a un risarcimento maggiore?

Si, sia per la gravità delle lesioni,  che nel caso in cui l’intervento chirurgico  non ha risolto  i problemi.

La necessità di un intervento chirurgico indica nella maggior parte dei casi la presenza di lesioni gravi con conseguente riconoscimento della personalizzazione del danno, oltre al rimborso delle spese mediche.

In caso di incidente stradale l ’assicurazione deve pagare anche l’intervento chirurgico?

Sì, le spese dell’intervento e delle cure successive devono essere rimborsate se risultano necessarie e direttamente collegate all’incidente, ovvero se sussiste nesso di causalità.

Per questo risulta molto importante esaminare cosa è stato scritto nel primo referto di Pronto Soccorso.

In caso di incidente stradale vengono, rimborsate anche le spese per fisioterapia e riabilitazione?

Sì, le spese per la riabilitazione rientrano tra i danni patrimoniali risarcibili se documentate e prescritte dal medico, sempre se necessarie in relazione al nesso di causa tra incidente e lesioni.  

Le cicatrici dell’intervento chirurgico sono risarcibili?

Sì, le cicatrici possono essere valutate come danno estetico e incidere sulla quantificazione complessiva del danno biologico, in termini di danno fisiognomico.

Gianluca Sposato Avvocato esperto in diritto immobiliare e risarcimento danno

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Gianluca Sposato è un avvocato patrimonialista e giurista dell'ISLE - Istituto per la Documentazione gli Studi Legislativi, specializzato in diritto civile, rappresentante di interessi alla Camera dei Deputati.

Presidente dell'esame di Stato per Avvocato a Roma, eletto da Top Legal migliore Avvocato nel diritto delle assicurazioni, è Presidente dell'Associazione Difesa Infortunati Stradali e membro del Board di Forbes Advisor nei  settori  del diritto immobiliare, eredità e risarcimento del danno.