Incidente mortale: tutela dei diritti dei familiari
L’incidente mortale nell’ambito della circolazione stradale rappresenta uno degli eventi più drammatici che possano colpire una famiglia.
La perdita improvvisa di un congiunto a causa di un sinistro stradale non comporta soltanto un dolore umano devastante con cui dovere convivere, ma apre una complessa fase giudiziaria, sia sotto il profilo penale, che sotto quello civile.
Quando si verifica un decesso su strada, per prima cosa, occorre accertare le responsabilità del conducente per omicidio stradale e procedere alla quantificazione di tutti i danni subiti dai familiari della vittima.
L’ Avvocato Gianluca Sposato, come Presidente dell’Associazione Difesa Infortunati Stradali, si occupa da oltre venticinque anni di incidenti mortali, assistendo le famiglie in tutta Italia per la piena tutela dei loro diritti, sia in sede penale che civile.
Dati e cause degli incidenti mortali in Italia
I dati più recenti di ISTAT e ACI confermano, purtroppo, che ogni anno in Italia si registrano oltre 3.000 vittime della strada, con migliaia di famiglie coinvolte.
Le categorie più esposte degli incidenti mortali in strada restano motociclisti, pedoni, ciclisti e, purtroppo, i giovani, da cui nasce il mio impegno a promuovere la sicurezza stradale.
Gli incidenti con esito mortale avvengono frequentemente per eccesso di velocità, guida distratta, utilizzo del cellulare, mancato rispetto della precedenza, guida in stato di ebbrezza e attraversamenti pedonali non rispettati.
Particolarmente grave è il fenomeno degli investimenti di pedoni e degli incidenti che coinvolgono motocicli e scooter, spesso caratterizzati da conseguenze irreversibili.
Incidente mortale: si finisce in carcere?
Dal punto di vista penale, quando un incidente provoca la morte di una persona si configura il reato di omicidio stradale previsto dall’articolo 589 bis del Codice Penale.
Nonostante il reato “ad hoc” introdotto dal legislatore e le aggravanti previste la misura detentiva per chi uccide alla guida non rappresenta la regola, soprattutto nel caso di indagato incensurato e concorso di colpa della vittima nell’incidente mortale.
Chi causa un incidente stradale finisce in carcere se trovato ubriaco alla guida, o sotto effetto di sostanze stupefacenti; negli altri casi bisogna attendere l’esito del giudizio che può concludersi con sconti di pena per la scelta del rito e applicazioni di attenuanti.
L’articolo 591 bis del codice penale punisce il conducente che, violando le regole della circolazione stradale, cagiona per colpa il decesso di un’altra persona.
E’ previsto un aumento di pena in presenza di specifiche aggravanti, come la guida in stato di ebbrezza, l’assunzione di sostanze stupefacenti, l’eccesso di velocità particolarmente elevato, il passaggio con semaforo rosso, guida contromano, fuga dopo il sinistro.
La Cassazione ha più volte chiarito che l’accertamento della responsabilità deve avvenire attraverso una rigorosa ricostruzione del nesso causale tra la condotta del conducente e l’evento mortale.
A tal fine assumono particolare rilievo giuridico consulenze tecniche, rilievi della polizia giudiziaria e la ricostruzione cinematica del sinistro mortale.
Risarcimento danni per incidente mortale
La fase penale, con gli atti non ripetibili disposti dal PM nelle indagini preliminari è decisiva anche per il risarcimento del danno in sede civile.
In caso di incidente mortale, i familiari hanno diritto al risarcimento integrale dei danni subiti, ai sensi degli articoli 2043 e 2054 del Codice Civile, oltre che delle disposizioni contenute nel Codice delle Assicurazioni Private.
La principale voce risarcitoria è il danno da perdita del rapporto parentale, riconosciuto a favore di coniuge, figli, genitori, fratelli e, in presenza di un rapporto affettivo stabile e dimostrabile, anche a conviventi e altri familiari.
La Corte di Cassazione ha stabilito che questo danno non riguarda soltanto la sofferenza morale, ma la perdita concreta del legame familiare, della quotidianità condivisa e del progetto di vita interrotto.
A questo si aggiungono il danno morale soggettivo, inteso come danno biologico autonomo, il danno patrimoniale derivante dalla perdita del contributo economico della vittima e, nei casi in cui la persona sopravviva per un periodo prima del decesso, anche il danno terminale e il danno catastrofale.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che il danno non patrimoniale deve essere liquidato in modo unitario ma completo, evitando duplicazioni risarcitorie e garantendo il pieno ristoro della sofferenza subita.
Come si calcola il risarcimento del danno da morte?
La liquidazione del danno da morte avviene generalmente sulla base delle Tabelle del Tribunale di Milano, considerate dalla giurisprudenza di legittimità il parametro di riferimento nazionale per assicurare uniformità di trattamento.
La Cassazione civile, con sentenza n. 12408 del 2011, ha riconosciuto proprio nelle Tabelle di Milano il criterio più idoneo per la corretta quantificazione del danno alla persona.
Per il danno da perdita del rapporto parentale, gli importi per coniuge, figli e genitori sono fino a 390.000,00 euro, in base all’età della vittima, all’intensità del legame familiare ed alla convivenza.
Per i fratelli ed i nonni gli importi sono ridotti e possono arrivare fino a circa euro 190.000,00.
Al danno per la perdita del rapporto parentale possono sommarsi altre voci di danno iure hereditatis, danno biologico autonomo, danno patrimoniale.
Ogni caso richiede una valutazione specifica e non può essere ridotto a una semplice offerta standard da parte dell’assicurazione per tale ragione è molto importante essere tutelati da un Avvocato per incidenti stradali mortali.
Incidente mortale: indipendenza dell’azione civile da quella penale
Il procedimento per omicidio stradale è finalizzato all’accertamento delle responsabilità dell’incidente mortale e relativa condanna dell’imputato.
Vi è da dire, che nel reato di omicidio stradale, tranne nei casi di arresto in fragranza, difficilmente chi compie il reato finisce in carcere potendo frequentemente beneficiare delle attenuanti generiche e specifiche.
La fase civile è la sede naturalmente designata per chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni da reato.
Nonostante l’indipendenza del giudizio penale da quello civile, uno degli errori più frequenti è quello di non coordinare queste due fasi.
Come Avvocato specializzato in incidenti mortali, spesso sono stato chiamato dai familiari delle vittime della strada, dopo il patteggiamento della pena dell’imputato, ottenendo il massimo risarcimento del danno da morte in sede civile.
Avvocato specializzato in incidenti mortali
L’incidente mortale, sia sotto il profilo strettamente giuridico, che sul piano strettamente umano, rappresenta una vicenda complessa che richiede competenze specifiche in diritto penale, responsabilità civile, diritto delle assicurazioni, medicina legale e infortunistica stradale.
Un avvocato specializzato in incidenti stradali è in grado di garantire che non vi sia inquinamento di prove evitando il concorso di colpa, quantificando il danno secondo i più recenti orientamenti della Cassazione.
L’Avvocato Gianluca Sposato assiste personalmente le famiglie delle vittime di incidenti mortali, offrendo una tutela completa sia nella fase penale, sia in quella civile.
In casi così drammatici e complessi intervenire subito è fondamentale per tutelare pienamente i propri diritti con l’obiettivo di ottenere giustizia, oltre al massimo risarcimento del danno per incidente mortale.
