Amputazione arto incidente stradale: reato perseguibile, valutazione medico legale e risarcimento

L’amputazione di un arto a causa di un incidente stradale configura il reato di lesioni stradali gravissime previsto dall’art. 590-bis del Codice Penale.

La pena base per chi, in violazione delle norme sulla circolazione stradale, cagiona l’amputazione di un arto va da 1 a 3 anni di reclusione.

La condanna per il responsabile aumenta in presenza di aggravanti come la guida in stato di ebbrezza, o alterazione da sostanze stupefacenti, sorpasso contromano, inversione a U,  attraversamento con il rosso e superamento dei limiti di velocità di oltre il doppio nei centri urbani.

Sul piano giuridico il danneggiato che subisce amputazione della gamba, o amputazione del braccio deve affrontare tre aspetti rilevanti distinti, ma tra loro connessi:

  1. fornire la prova inerente la responsabilità dell’investitore
  2. sottoporsi all’accertamento medico-legale del danno
  3. determinare la quantificazione del risarcimento del danno

Il solo danno biologico per l’amputazione di un arto si colloca su una percentuale di invalidità permanente molto elevata tra il 50% e l’85%, senza considerare il danno patrimoniale anche per la riduzione della capacità lavorativa.

Quanto vale l’amputazione di un piede, di una gamba, di una mano, o di un braccio?

Per quanto concerne il risarcimento danni fisici incidente stradale il medico legale è chiamato ad accertare natura ed entità della menomazione conseguente l’amputazione del piedegamba, sotto o sopra il ginocchio amputazione di una mano, del braccio sotto il gomito o sopra il gomito.

Ai fini della quantificazione medico legale dell’amputazione di un arto il medico legale deve valutare oltre alla percentuale di invalidità permanente, come danno biologico, anche la durata dell’inabilità temporanea assoluta e parziale, la sofferenza soggettiva del danneggiato, le conseguenze sulla sua vita di relazione e i danni patrimoniali conseguenti.

Tale valutazione non può prescindere, in ogni caso, dal nesso di causalità tra sinistro ed evento lesivo.

L’amputazione di un piede viene valutata 50 punti di invalidità permanente.

La resezione della gamba sotto il ginocchio configura un danno biologico di 65 punti, mentre l’amputazione sopra il ginocchio vale 70 punti di IP.

L’amputazione di una mano può valere da 60  a 70 punti di danno biologico; mentre l’amputazione di un braccio vale fino a 70 punti di invalidità permanente sotto il gomito e anche oltre 80 punti di IP sopra il gomito.

Come si effettua la valutazione dell’invalidità per amputazione?

La percentuale di invalidità permanente a seguito di amputazione di un arto per incidente stradale è determinata secondo i criteri della medicina legale e la Tabelle delle menomazioni.

L‘invalidità per amputazione viene quantificata in base alle tabelle del D.M. 5 febbraio 1992 per l’invalidità civile, valutando la sede della perdita e le possibilità di recupero funzionale.

I criteri chiave di calcolo del danno da invalidità permanente per l’amputazione di un arto da seguire per l’accertamento delle lesioni fisiche sono:

  • sede e livello del danno da amputazione: più l’amputazione è vicina alla radice dell’arto (es. disarticolazione dell’anca, o della spalla), maggiore è la percentuale di invalidità permanente riconosciuta.

  • idoneità e trattabilità protesica: l’impossibilità di applicare una protesi funzionale, per esempio per perdita di una mano, incrementa il punteggio di invalidità.

  • bilateralità: la perdita di entrambi gli arti simmetrici comporta una percentuale di danno nettamente superiore rispetto alla lesione singola.

Sul punto la Cassazione ha chiarito che il grado di invalidità accertato nel giudizio di responsabilità civile non può ritenersi errato solo perché non coincide con quello riconosciuto dagli enti previdenziali (Cass. civ., Sez. III, n. 19257/2015).

In caso di patologie preesistenti che aggravano l’esito, si applica il criterio del danno differenziale: si converte in denaro l’invalidità complessiva e si sottrae il valore di quella preesistente (Cass. civ., Sez. III, n. 17555/2020; Cass. civ., Sez. III, ord. n. 13259/2024).

Quali danni spettano a chi subisce l’amputazione di un arto in un incidente stradale?

L’amputazione di un arto conseguente a un incidente stradale determina una compromissione gravissima dell’integrità psicofisica della persona con conseguenze sulla vita quotidiana, lavorativa e relazionale.

Il conducente del mezzo responsabile è tenuto a risarcire i danni provocati dalla circolazione, salvo che dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro, secondo quanto previsto dall’art. 2054, comma 1, del codice civile.

La responsabilità per il danno ingiusto trova fondamento anche nell’art. 2043 c.c., mentre l’art. 2059 c.c. disciplina il risarcimento del danno non patrimoniale, nel quale rientra la lesione dell’integrità psicofisica.

Il danneggiato è tenuto ad esercitare azione diretta nei confronti della compagnia assicurativa del responsabile civile, ex art. 148 Codice delle Assicurazioni Private, chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all’amputazione.

Nel caso di amputazione di un arto, la valutazione del danno deve tenere conto non soltanto della percentuale di invalidità permanente, ma anche delle concrete conseguenze della menomazione sulla vita della persona.

Nel calcolo del danno non patrimoniale, pertanto, occorrerà considerare tanto e il pregiudizio alle relazioni e alla vita quotidiana cd danno esistenziale, che la sofferenza come danno morale.

Per quanto concerne il danno patrimoniale il danneggiato è tenuto a documentare tutte le spese mediche, in particolare le spese per le protesi, quelle riabilitative e assistenziali.

Rientrano nel computo del danno patrimoniale anche la menomazione dell’attività lavorativa, pur quando venga erogata assegno di accompagnamento.

Come viene liquidato il danno per l’amputazione di un arto a seguito di un incidente stradale?

L’amputazione di un arto comporta un’invalidità permanente e danno biologico di regola superiore al 50%.

Nella prassi peritale medico legale si va dal 50% circa per l’amputazione di un arto inferiore fino a oltre l’85% nei casi più gravi.

L’importo del risarcimento spettante al danneggiato viene calcolato secondo la Tabella Unica Nazionale delle lesioni di non lieve entità.

Per le macro lesioni si applica l’art. 138 del d.lgs. 209/2005, che prevede il sistema del punto variabile in funzione di invalidità ed età del danneggiato.

A ciò può conseguire la personalizzazione del danno fino al 30% quando la menomazione incide in modo rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali.

Amputazione arto incidente stradale e personalizzazione del danno

La personalizzazione del danno a seguito dell’amputazione di un arto richiede la sussistenza di circostanze specifiche ed eccezionali, che devono essere provate e documentate.

Le prove richieste devono rendere il danno concreto più grave di quello ordinariamente derivante da una menomazione dello stesso grado (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21062/2024).

Le conseguenze normali e inevitabili dell’amputazione, quali il danno estetico, le ripercussioni lavorative e relazionali, sono già comprese nella liquidazione tabellare e non giustificano aumenti (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21511/2026).

Il danno biologico permanente sussiste giuridicamente solo quando la malattia si stabilizza, trasformandosi in postumi cronici non più migliorabili.

Di conseguenza, l’età del danneggiato da considerare per il calcolo del risarcimento è quella posseduta al momento della stabilizzazione clinica, e non al momento dell’incidente (Cass. civ., Sez. I, ord. n. 8897/2025).

Possono rilevare, invece, la giovane età, la cruenta dinamica del sinistro, il lungo calvario di interventi e il radicale cambiamento della vita.

Che reato configura l’amputazione causata da un incidente stradale?

Se la vittima sopravvive, il reato è quello di lesioni personali stradali gravissime previsto dall’ art. 590-bis del codice penale.

L’amputazione di un arto integra le lesioni gravissime perdita di un senso, di un organo o di un arto, punite con la reclusione da uno a tre anni.

Si tratta di una fattispecie autonoma, non di una circostanza aggravante delle lesioni colpose, ed è procedibile d’ufficio (Cass. pen., Sez. IV, n. 4155/2023; Cass. pen., Sez. IV, n. 42346/2017).

Se la vittima a seguito dell’amputazione di un arto in incidente stradale muore, si configura il reato di omicidio stradale previsto dall’art. 589-bis del codice penale.

Come scegliere l’Avvocato per l’amputazione di un arto in un incidente stradale?

In casi di amputazione di un arto, per la particolare gravità delle conseguenze fisiche, psicologiche, lavorative e relazionali, è fondamentale affidarsi a un avvocato esperto in incidenti stradali gravi e nel risarcimento del danno alla persona.

L’Avvocato Gianluca Sposato, già Presidente di Commissione dell’Esame di Stato per Avvocato a Roma, è tra i massimi esperti nel diritto delle assicurazioni ed assiste personalmente i danneggiati privilegiando, ove possibile, accordi transattivi altamente vantaggiosi volti ad ottenere il massimo risarcimento del danno per incidente stradale con lesioni gravi.

Inoltre non  bisogna trascurare che l’amputazione di un arto conseguente a un incidente stradale integra il reato di lesioni stradali gravi o gravissime, con conseguenze particolarmente rilevanti sul piano penale e risarcitorio.

La parte offesa dal reato di lesioni stradali gravissime può costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni in tale sede, senza con ciò rinunciare alla tutela nei confronti della compagnia assicurativa.

L’eventuale condotta imprudente del danneggiato non esclude automaticamente la responsabilità del conducente, potendo incidere sulla misura del risarcimento, solo quando ricorrano i presupposti del concorso di colpa.

Data la complessità ed i molteplici aspetti da seguire, tenuto conto anche del danno riflesso per i familiari del danneggiato, la scelta dell’avvocato è determinante ai fini dell’integrale quantificazione e ristoro dei danni.

L’Avvocato Gianluca Sposato segue personalmente casi complessi in tutta Italia per tutelare le vittime di gravi incidenti stradali, offrendo un’assistenza legale d’eccellenza per l’ottenimento del massimo risarcimento, con una spiccata propensione a raggiungere accordi transattivi altamente favorevoli per il danneggiato che ha subìto l’amputazione di un arto.

Gianluca Sposato Avvocato esperto in diritto immobiliare e risarcimento danno

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Gianluca Sposato è un avvocato patrimonialista e giurista dell'ISLE - Istituto per la Documentazione gli Studi Legislativi, specializzato in diritto civile, rappresentante di interessi alla Camera dei Deputati.

Presidente dell'esame di Stato per Avvocato a Roma, eletto da Top Legal migliore Avvocato nel diritto delle assicurazioni, è Presidente dell'Associazione Difesa Infortunati Stradali e membro del Board di Forbes Advisor nei  settori  del diritto immobiliare, eredità e risarcimento del danno.