Lesione midollare e paraplegia per incidente stradale: il risarcimento del danno

La lesione midollare conseguente a un incidente stradale rappresenta una delle forme più gravi di danno alla persona e richiede la massima tutela nel  sistema della responsabilità civile.

Non solo per la rilevanza delle conseguenze fisiche, psicologiche, lavorative e relazionali che determina, ma anche per la complessità della sua valutazione ai fini del risarcimento del danno.

Gli esiti paraplegia, tetraplegia, perdita delle funzioni vegetative non si esauriscono nel solo danno alla salute.

Si proiettano sull’intera esistenza della vittima, oltre che dei suoi familiari, sulla sua capacità di produrre reddito, sul bisogno di assistenza continua, sulle spese per rendere abitabile la propria casa, l’autovettura ed eliminare le barriere architettoniche.

Il risarcimento per la lesione midollare, per essere integrale, deve coprire tanto il danno patrimoniale quanto il danno non patrimoniale, nonché il danno riflesso subito dai familiari.

Chi deve risarcire la lesione midollare causata da un incidente stradale?

Ai sensi dell’articolo 2054 del codice civile il conducente del veicolo investitore è obbligato a risarcire il danno prodotto dalla circolazione, salvo che provi di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.

Si tratta di una presunzione legale di colpa, che opera anche nell’accertamento incidentale degli estremi del reato di lesioni stradali e, quindi, ai fini del termine di prescrizione applicabile.

Alla responsabilità del conducente si aggiunge quella del proprietario, obbligato in solido unitamente alla compagna di assicurazione che garantisce la responsabilità civile, a termini di polizza.

La presunzione di pari concorso di colpa tra i conducenti coinvolti in un incidente ha natura sussidiaria: opera solo quando le risultanze istruttorie non consentano di accertare la misura del contributo causale di ciascuna persona coinvolta nell’incidente.

In presenza di un quadro probatorio incompleto, l’assicurazione del veicolo è comunque tenuta a risarcire il terzo trasportato, anche su base concorsuale, la cui posizione è tutelata direttamente dall’art. 122 del d.lgs. 209/2005.

Calcolo del danno biologico e morale per incidente stradale con lesione midollare e paraplegia

Per le lesioni di non lieve entità, come sempre in caso di paraplegia e lesione midollare, per il calcolo del danno non patrimoniale si seguono le regole dell’art. 138 del d.lgs. 209/2005.

Il calcolo del danno per una lesione midollare e paraplegia avviene in base alla la Tabella Unica Nazionale adottata con D.p.r. 13 gennaio 2025, n. 12.

La TUN valorizza il danno biologico, come lesione all’integrità psico-fisica con incidenza sugli aspetti dinamico-relazionali della vita, sommando in percentuale la componente del danno morale, come prevede l’art.138, comma 2, lett. e) del Codice delle Assicurazioni Private.

La liquidazione del danno morale deve avvenire sulla base di criteri tabellari e non confuso con la personalizzazione del danno (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 9279 del 2025; Cass. civ., Sez. III, ord. n. 1492 del 2026).

La prova può essere presuntiva: la gravità della lesione legittima l’inferenza di una sofferenza soggettiva proporzionale, secondo una massima di esperienza costantemente richiamata dalla Cassazione.

Il danno morale, come sofferenza interiore insuscettibile di accertamento medico-legale, distinta dagli aspetti dinamico-relazionali, conserva piena autonomia concettuale rispetto al danno biologico.

La giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che, ove dedotto e provato, debba formare oggetto di separata valutazione, senza che la sua liquidazione possa essere assorbita nella personalizzazione del danno biologico (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 1492/2026).

Tuttavia, sul piano squisitamente liquidatorio, la TUN  recepisce la previsione dell’art. 138, comma 2, lett. e), cod. ass., secondo cui la quota del danno biologico è “incrementata in via percentuale e progressiva per punto” proprio per considerare la componente morale.

Il valore del punto tabellare risulta quindi già comprensivo del danno morale, indicato nei valori minimo, medio e massimo (allegato II, tabella 2 del d.P.R. n. 12/2025). .

In sintesi, dunque: l’autonomia del danno morale è reale e va affermata rispetto alla personalizzazione del danno biologico, ma con l’entrata in vigore della TUN  la sua liquidazione avviene dentro il valore tabellare del punto di invalidità, non come somma aggiuntiva calcolata a parte.

Come si calcola la personalizzazione del danno nelle lesioni midollari e paraplegia a seguito di un incidente stradale?

Diverso è il discorso per la personalizzazione del danno biologico ex art. 138, comma 3 del Codice delle Assicurazioni, con aumento fino al 30%.

La personalizzazione è consentita solo in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali, allegate e provate dal danneggiato, che rendano il danno concreto più grave rispetto alle conseguenze ordinarie di una menomazione dello stesso grado (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21062 del 2024).

Le conseguenze normali e indefettibili della lesione, ripercussioni relazionali, ospedalizzazioni, dolore, sono già comprese nella valutazione tabellare e non giustificano aumenti.

Il termine di confronto non è la specifica patologia, ma la percentuale di invalidità in sé, e le sofferenze comuni a chiunque riporti quel tipo di lesione non possono fondare un incremento (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21511 del 2026).

Ne discende un monito pratico: la domanda di personalizzazione va costruita su elementi soggettivi concreti e documentati, non sulla sola gravità dell’esito.

Come si calcola il danno patrimoniale conseguente una lesione midollare, o paraplegia?

La componente del danno patrimoniale del risarcimento è, nei casi di paraplegia, spesso superiore a quella non patrimoniale e comprende la perdita della capacità lavorativa.

Va precisato, però, che non esiste una correlazione automatica tra percentuale di invalidità e perdita della capacità lavorativa specifica (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14241 del 2023).

Il danno patrimoniale richiede la prova di una contrazione reddituale, anche futura e su base prognostica.

Tuttavia, quando l’invalidità permanente è così elevata da rendere altamente probabile, se non certa, la menomazione della capacità lavorativa, il giudice può e deve procedere ad accertamento presuntivo, liquidando il danno in via equitativa.

Così la Cassazione in un caso di paraplegia con invalidità all’85% ha ritenuto illogico escludere il danno patrimoniale di un adolescente divenuto paraplegico solo perché ha portato a termine gli studi, valorizzando il rilevantissimo indice presuntivo dell’invalidità accertata (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20661 del 2024).

Il reddito di riferimento è quello al netto delle ritenute fiscali, la cui mancata applicazione non costituisce perdita per il danneggiato, ma comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, che incidono sul futuro trattamento pensionistico (Cass. civ., Sez. III, sent. n. 11320 del 2025).

La capitalizzazione del danno futuro va effettuata con coefficienti aggiornati e scientificamente corretti, sulla base delle Tabelle INAIL,  o elaborate per il danno aquiliano.

Devono ritenersi, ormai, inadeguati i criteri di riferimento del R.D. n.1403 del 1922, e senza riduzioni per il c.d. scarto tra vita fisica e vita lavorativa (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 8349 del 2024; Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16913 del 2019).

La liquidazione va parametrata alla vita lavorativa media della categoria di appartenenza, non alla sopravvivenza effettiva del danneggiato (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 12066 del 2023).

Danni riflessi ed assistenza personale del paraplegico a seguito di incidente stradale con lesione midollare

Per il paraplegico la necessità di assistenza continuativa, anche notturna, è una voce di danno permanente che si rinnova ogni giorno.

Il relativo costo, per il periodo già trascorso, va provato anche con presunzioni, mentre per il futuro va capitalizzato per l’intera vita residua.

L’eventuale assistenza prestata gratuitamente dai familiari, cui  spetta il danno riflesso, non esclude né riduce il danno.

Chi assiste il paraplegico ha diritto a una retribuzione e il valore dell’apporto familiare non può giustificare la negazione del risarcimento (Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20661 del 2024).

Alle spese di assistenza si aggiungono quelle mediche e riabilitative: l’acquisto e la sostituzione periodica dei presidi ortopedici, l’adattamento dell’abitazione e del veicolo, voci da documentare con accuratezza, perché la loro prova condiziona la liquidazione.

Va infine ricordato che, per i danni permanenti, l’art. 2057 del codice civile consente al giudice di liquidare il danno sotto forma di rendita vitalizia quando le condizioni delle parti e la natura del danno lo suggeriscono.

Entro quanto tempo bisogna proporre la domanda di  risarcimento danni in un incidente stradale con paraplegia?

Nell’ infortunistica stradale il diritto al risarcimento per danni da circolazione di veicoli si prescrive in due anni dal sinistro, come previsto dall’art. 2947, comma 2, del codice civile.

Tuttavia, se il fatto costituisce reato si applica il termine più lungo previsto.

La Cassazione ha chiarito che il giudice civile deve accertare incidenter tantum gli estremi del reato con gli strumenti propri del processo civile, tra cui la presunzione di colpa ex art. 2054 del codice civile.

Con la conseguenza che, in assenza di prova liberatoria, il termine applicabile è quello più lungo (Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16037 del 2016; Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5125 del 2023).

In ogni caso, la richiesta di risarcimento danni e messa in mora alla compagnia assicuratrice interrompono la prescrizione.

Sul piano processuale, il danneggiato che versi in stato di bisogno può chiedere, nel corso del giudizio di primo grado, l’assegnazione di una somma da imputare alla liquidazione definitiva a titolo di provvisionale, fino ai quattro quinti della presumibile entità del risarcimento (art. 147 d.lgs. 209/2005).

Come deve tutelare i propri diritti di chi riporta una lesione midollare, o paraplegia a seguito di un incidente stradale?

La scelta di un Avvocato esperto in incidenti stradali gravi è determinante per chi ha riportato una lesione midollare o paraplegia in un incidente stradale.

Il risarcimento del danno alla persona per una lesione midollare in un incidente stradale deve essere, per sua natura, integrale e personalizzato.

Deve restituire alla vittima non solo il valore della salute perduta in termini di danno biologico, ma anche le risorse necessarie a vivere, ovvero adeguata assistenza e cure.

La giurisprudenza più recente, anche su casi di paraplegia e tetraplegia, offre indicazioni precise su ciò che può essere chiesto e su come deve essere provato.

E’ su questi due piani — allegazione e prova — che si gioca gran parte del risultato in termini di integrale ristoro del danno nell’ambito del diritto assicurativo e dell’infortunistica stradale.

Chi si trova ad affrontare situazioni così delicate e complesse deve necessariamente affidarsi a un avvocato specializzato in diritto delle assicurazioni e risarcimento del danno alla persona, che sappia impostare la domanda risarcitoria e supportare la consulenza tecnica medico legale che la sostiene, secondo i criteri sopra indicati.

Gianluca Sposato Avvocato esperto in diritto immobiliare e risarcimento danno

Prenota un appuntamento

Gianluca Sposato è un avvocato patrimonialista e giurista dell'ISLE - Istituto per la Documentazione gli Studi Legislativi, specializzato in diritto civile, rappresentante di interessi alla Camera dei Deputati.

Presidente dell'esame di Stato per Avvocato a Roma, eletto da Top Legal migliore Avvocato nel diritto delle assicurazioni, è Presidente dell'Associazione Difesa Infortunati Stradali e membro del Board di Forbes Advisor nei  settori  del diritto immobiliare, eredità e risarcimento del danno.