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Testamento olografo

Il testamento può  essere redatto per atto  pubblico,  presso un Notaio alla presenza di  due testimoni,  oppure  scritto  di  pugno  dal  testatore.

Il testamento  olografo,  a differenza di  quello pubblico,  è  redatto  di  propria mano  e deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto  dal testatore. La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni, se non è fatta indicando nome e cognome è valida se designa con certezza la persona del testatore.  La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno, la prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti, o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento,  come dispone l’articolo  602 del  codice civile.

Colui  che ha redatto  un testamento olografo può conservarlo a propria cura, senza darne comunicazione ad alcuno; per timore che il testamento possa andare smarrito o essere sottratto, è possibile affidare il proprio testamento ad una persona di propria fiducia, o depositarlo presso un Notaio. Qualora il testamento olografo sia depositato presso un Notaio, la sua pubblicazione dovrà necessariamente avvenire a cura del Notaio che lo ha tenuto in custodia. Il deposito di un testamento olografo presso un Notaio può avvenire esclusivamente a cura del testatore stesso: nessuno è infatti titolato a chiedere il deposito di testamenti altrui.

Ai  sensi  dell’articolo 591 del  codice civile, sono incapaci di redigere testamento:

1) coloro che non hanno compiuto la maggiore età;

2) gli interdetti per infermità di mente;

3) coloro che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento,  perché per esempio  sottoposti  a violenza o  minaccia.

Ove si  verifichi  taluna di  tali  circostanze il testamento può essere impugnato da chiunque vi abbia interesse.

L’azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Puoi usufruire di una assistenza online per ulteriori chiarimenti sul testamento ologtafo.

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Testamento

Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze, o di parte di esse,  e può prevedere anche solo disposizioni di carattere non patrimoniale, come previsto  espressamente dall’art. 587 del  codice civile.

Si tratta di   un negozio  giuridico unilaterale, in  quanto  esprime solo la volontà del testatore, personale, poiché chi fa testamento è l’unico soggetto legittimato a porlo in essere, non essendo  ammessa nessuna forma di rappresentanza e non ricettizio, ma revocabile e formale, poiché si deve fare in una delle forme previste dalla legge, a pena di nullità.

Testamento olografo  e redatto per atto pubblico

Il testamento olografo,  disciplinato  dall’articolo 609 del  codice civile, è il più semplice ed economico, essendo  una scrittura privata che deve essere scritta per intero, datata e firmata da chi lo esegue, a pena di nullità.

Il testamento pubblico, regolato dall’articolo 603 del  codice civile, ha natura di atto pubblico ed è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni, il testatore dichiara al notaio la sua volontà la quale è ridotta in iscritto a cura del notaio stesso,  se il testatore non può sottoscrivere, o può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima della lettura dell’atto.

In entrambi i testamenti  devono essere indicati il luogo, la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione. Esistono,  poi,  altre forme di  testamento  come il testamento  segreto ed i testamenti  speciali, previsti in particolari  casi  dalla legge.

Per assistenza legale  in materia testamentaria, è possibile prenotare un appuntamento con l’Avv. Gianluca Sposato, esperto in diritto ereditario, al numero 06.3217639, o richiedere una consulenza online.

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Successione legittima e diritti dei legittimari

Nella successione per causa di morte si distingue tra successione testamentaria, quando esiste un testamento olografico, pubblico o segreto; successione necessaria relativa ai parenti del defunto, coniuge e figli, necessariamente chiamati alla successione e successione legittima, che regola la trasmissione dell’eredità del defunto ai legittimi eredi, in mancanza di testamento, secondo le disposizioni dell’art. la legge.

I diritti del legittimo
 

Le disposizioni testamentarie non possono, a norma dell’articolo 457 del codice civile, pregiudicare i diritti che la legge riserva agli eredi legittimi, o a quella particolare categoria di eredi che hanno diritto di legittimare, cioè su una parte del patrimonio del defunto.

I legittimi sono il coniuge, i figli e, in mancanza, i genitori, non potendo disporre del testatore per tutti i loro beni, ma prevedendo per legge una parte di riserva, o parte dell’eredità, al coniuge del persona. la cui successione riguarda, ai figli legittimi, ai figli naturali e, in mancanza, agli ascendenti legittimi.

Pertanto, al momento della morte il defunto, anche se ha fatto testamento, non potrà disporre di tutti i suoi beni, poiché in presenza di legittimo, la sua parte disponibile è residuale.


Tariffa di prenotazione e quota disponibile 

Ciò che resta dell’eredità, dedotta la parte di riserva, è la parte disponibile che rappresenta la parte dell’eredità di cui il testatore può disporre a suo piacimento, fatti salvi i diritti del legittimo.

Il testatore, nel decidere a chi lasciare i propri beni, deve considerare solo la quota disponibile; Se si decide di distribuire l’eredità senza tener conto della parte legittima o indisponibile, il testamento si considera valido ed efficace fino a quando l’erede, o i legittimi eredi, non richiedano giudizialmente la parte che la legge riserva loro.

Gli eredi legittimi sono coloro ai quali l’eredità viene trasferita in assenza di testamento: il coniuge, i figli ei parenti fino al 6° grado.


Eredità del coniuge non separato e diritto a vivere nella casa familiare

In legittima successione, l’eredità si trasmette al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e, in mancanza, allo Stato, nell’ordine e secondo le regole stabilite dagli articoli 565 e seguenti del codice civile. Chi muore senza lasciare prole, genitori o altri ascendenti, è succeduto da fratelli e sorelle in parti uguali. I fratelli e le sorelle unilaterali, invece, ricevono la metà della quota che ricevono i tedeschi. .Al padre e alla madre succedono i figli, in parti uguali, ai quali sono equiparati i genitori adottivi, restando fuori dalla successione dei parenti dell’adottante. Quando i figli raggiungono il coniuge, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione contribuisce un solo figlio e negli altri casi un terzo.

A colui che muore senza lasciare prole, né fratelli, né sorelle, né loro discendenti, succede in parti uguali il padre e la madre, o il genitore superstite. A colui che muore senza lasciare figli, né genitori, né fratelli né sorelle, né loro discendenti, gli succede per metà gli ascendenti per linea paterna e nell’altra metà per linea materna dagli ascendenti. Tuttavia, se gli antenati non sono dello stesso rango, l’eredità viene trasmessa al parente più prossimo indipendentemente dalla linea.

Il coniuge cui la separazione non è stata imputata con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti ereditari del coniuge non separato, inoltre al coniuge superstite è sempre riservato il diritto di abitare nell’abitazione familiare.

Tabella del Consiglio Nazionale dei Notai : SUCCESSIONE LEGITTIMA ED EREDI LEGITTIMI – COMPENSI DOVUTI DA PATRIMONIO IMMOBILIARE – QUOTA LEGITTIMA E DISPONIBILE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE

Per il supporto legale finalizzato alla risoluzione di una questione familiare ereditaria è possibile prenotare un appuntamento con l’Avv. Gianluca Sposato, esperto in diritto successorio, allo 06.3217639, oppure richiedere un consulenza online.

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Impugnazione del testamento

Impugnazione del testamento

L‘impugnazione del testamento può  proporsi in caso di violazione dei diritti dei legittimari,  ovvero degli stretti congiunti del defunto a cui la legge riconosce una quota fissa del patrimonio ereditario che è  composto  dal relictum oltre che da quanto  donato in  vita,  tenuto  conto  anche di  eventuali  debiti ereditari.

Testamento olografo e testamento per atto pubblico

Il  testamento olografo,  a differenza di  quello  pubblico,  può  dare luogo  a dubbi interpretativi  circa la sua originalità e validità.

Può capitare, infatti,  di ritrovarsi in mano il testamento redatto da un proprio congiunto, o amico: questo tipo di documenti non è spesso esenti da vizi formali,  o da violazioni dei diritti di legittima,  senza trascurare i casi  più  gravi  e complessi  di  testamento falso, in  cui sarà  necessario intraprendere tutte le opportune azioni,  anche in ordine dell’indegnità a succedere del beneficiario responsabile, mediante riscontro  di una perizia calligrafica.

Disposizioni testamentarie nulle e annullabili

E’ compito  dell’avvocato mettere a disposizione del  cliente la propria competenza al fine di valutare eventuali vizi formali, o sostanziali,  oppure la presenza di disposizioni testamentarie nulle, o annullabili al  fine di  dirimere contrasti, mediante il raggiungimento  di accordi  che tutelino  e garantiscano le parti, senza dovere affrontare tempi  e costi di una causa  ereditaria.

Cause di  annullamento  del testamento

Il testamento, oltre che per vizi  di  forma, a norma dell’ articolo 591 del codice civile,  può  essere annullato  anche per vizi della capacità a disporre del  testatore oppure,  in base a quanto  disposto  dall’ articolo 624 del codice civile, per vizi della volontà del testatore in riferimento alle singole disposizioni testamentarie.

Vi  sono, poi,  casi di  incapacità a ricevere per testamento in  cui, in  applicazione degli articoli da 592 a 599 del codice civile,  occorrerà intraprendere azioni  per ottenere declaratoria di nullità delle relative disposizioni.

Per prenotare un appuntamento con l’Avv. Gianluca Sposato, esperto in diritto ereditario a Roma e  valutare le possibilità di impugnare un testamento chiamare il numero 06.3217639, o richiedere una consulenza online

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Divisione ereditaria

Accordi di divisione e transazione ereditaria

divisione ereditaria

Lo Studio Legale Sposato è specializzato in responsabilità civile e diritto successorio.

L’avvocato  che si  occupa di  questioni  ereditarie  deve avere un bagaglio frutto  di  decenni  di  esperienza alle spalle e una vasta e profonda conoscenza del diritto, non limitata soltanto al libro secondo del codice civile che regola le successioni mortis causa, ma data la vastità e complessità  della materia, una preparazione specifica anche nel campo dei  diritti reali  e della proprietà, della tutela dei diritti e della famiglia.

Il diritto ereditario implica, infatti, sempre questioni familiari, potendosi considerare una evoluzione naturale del diritto di famiglia attenendo alle vicende patrimoniali  della stessa e, per tale ragione, in presenza di eredi legittimi bisognerà tenere conto anche delle donazioni fatte in vita dal de cuius, per la relativa reintegra della quota pretermessa a favore dei  legittimari  che ecceda la quota disponibile del testatore.

Avvocato Gianluca Sposato esperto in  diritto  successorio  ed ereditario

L’Avvocato Gianluca Sposato, erede di uno degli studi legali più prestigiosi  della capitale, che opera nel settore del diritto successorio ed ereditario da  oltre 70 anni in Italia e all’estero per apertura della successione in Italia, è specializzato in materia successoria per accordi di  divisione e transazione ereditaria  e riesce, grazie alla sua esperienza e professionalità, nella maggior parte dei casi a risolvere ogni disputa evitando di instaurare contenzioso in tribunale, garantendo sempre il miglior risultato prefissato al cliente.

Come chiedere lo scioglimento della comunione ereditaria

La divisione ereditaria è l’atto mediante il quale ciascun coerede, secondo la previsione di  cui  all’articolo 713 del codice civile, può porre fine alla comunione ereditaria. La divisione può essere,  sostanzialmente, di tre tipi:  divisione consensuale, mediante la sottoscrizione di  un  accordo  contrattuale   tra i coeredi; divisione giudiziale, nel caso non sia stato possibile  pervenire a una transazione ereditaria; divisione testamentaria, quando è  stata disposta dal testatore.

Ove in seguito all’apertura della successione vi siano più eredi istituiti per testamento, o per legge,  sarà opportuno procedere alla divisione. Una celere divisione ereditaria è utile anche a fini pratici e gestionali. Ove i coeredi non si trovino d’accordo sui beni e diritti da assegnare,  sarà sempre possibile attivare la divisione giudiziale, fatte salve disposizioni contrarie del testatore, valide nel limite di cinque anni dall’apertura della successione. Il diritto a domandare la divisione non può, infatti,  essere limitato dal testatore se non per i cinque anni successivi all’apertura della successione.

Ricostruzione dell’asse e del patrimonio ereditario

Beni immobili caduti in  successione ereditaria

Al fine di  potere attribuire correttamente la quota spettante ad ogni erede legittimo, per prima cosa bisogna effettuare la ricostruzione dell’asse e del patrimonio ereditario, tenuto conto che la massa ereditaria è costituita sia dal  relictum che dal  donatum, oltre che dalle spese ereditarie e dai  debiti del defunto.

Il valore dei beni immobili caduto in successione può desumersi attraverso la comparazione di stima effettuata da ciascun avente diritto con perizia giurata, o attraverso la valutazione di agenzia immobiliare di  zona. In presenza di  donazioni indirette per immobili  fittiziamente intestati, o  acquistati  con il denaro  del de cuius, occorrerà procedere alla reintegra della quota pretermessa agli  altri  eredi legittimi. 

Verifica su giacenze dei conti  correnti e deposito titoli da parte dei  coeredi

Per quanto  riguarda  il patrimonio finanziario caduto in successione ereditaria e,  dunque,  giacenze su  conti  correnti  bancari,  libretti  di  deposito,  portafoglio titoli e altri valori  mobiliari è sempre opportuno per gli eredi  effettuare opportuna verifica, affinché nulla venga sottratto  alla massa da dividere.

Nei  casi  di  eredità più consistenti,  quando non è  stato nominato un  esecutore testamentario, è  bene effettuare ricognizione ed inventario dei  beni, di comune accordo, o con  nomina di cancelliere del  tribunale, o notaio.

Per le somme di  denaro   attraverso  l’erede deve fare richiesta all’istituto bancario degli  estratti  conto  dell’ultimo  ventennio,  sia su  conti  correnti intestato o cointestati  del defunto,  al  fine di  verificare se vi  siano  state elargizioni  di  denaro  che ledono la legittima in  eccedenza della quota disponibile,  si  su  fondi patrimoniali  e dossier titoli.

Affidamento dell’incarico per una questione ereditaria al nostro  studio.

L’Avvocato Gianluca Sposato, patrocinante in Cassazione, segue personalmente i casi  affidati  dal  cliente. 

L’affidamento di un  incarico per una vicenda ereditaria ad un professionista da parte del  cliente richiede una serie di valutazioni che riguardano prima di tutto la competenze specifica dell’avvocato nel  diritto ereditario,  non potendo  essere assistiti da avvocati  generici,  quindi gli anni di  esperienza maturati nel   settore della materia successoria e testamentaria,  la conoscenza approfondita di  branche del  diritto civile connesse alla materia, come il  diritto  di  famiglia ed il diritto immobiliare, infine la capacità di raggiungere gli obiettivi mediante accordi e transazioni.

Esame del caso  e costo di una causa ereditaria 

Il primo incontro  nel  nostro  studio  è  finalizzato  all’esame del caso, attraverso una consulenza legale specialistica in materia ereditaria completa ed esaustiva con  esame e analisi  dei  documenti, in  modo da poter fornire al  cliente, che si  trovi nella situazione di  dovere affrontare una vicenda ereditaria, un  quadro  giuridico chiaro sulla strada da intraprendere ed  i costi  da sostenere per tutelare al meglio i  suoi  diritti.

All’esito dell’esame del caso, se riteniamo di potere acquisire il mandato, sottoponiamo un preventivo  di  spesa scritto al cliente per l’attività da svolgere, in base alle tariffe legali di  cui  al  DM 55/14, concordando  le modalità di  espletamento del  mandato.

Il mandato  tra avvocato  e cliente è fondato  sul  rapporto di  fiducia ed il  nostro  compito è  quello di risolvere  le problematiche che ci  vengono affidate, per questo, una volta ricevuto l’incarico, la nostra attività viene  svolta sempre con preventiva comunicazione al cliente per la relativa autorizzazione a procedere al  fine di  raggiungere gli obiettivi prefissati.

Come contattarci

Per ulteriori informazioni sulla divisione ereditaria,  e conferire un incarico richiedi una consulenza online,  oppure prenota un  appuntamento  a studio  al numero 06.3217639.

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Dichiarazione di successione

Dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all’eredità, dai legatari entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente. La dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente tramite i servizi telematici, tramite un intermediario abilitato o presso l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate ed è funzionale al pagamento dell’imposta sulla successione.

Si tratta di un adempimento fiscale di fondamentale importanza, in quanto costituisce la condizione necessaria al fine di poter disporre dei beni ricevuti a causa di morte. Soltanto dopo aver presentato la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate quest’ultima provvede a notificare agli eredi la liquidazione dell’imposta di successione che va saldata entro i 60 giorni successivi alla richiesta.

Non sussiste  obbligo di dichiarazione di successione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili, o diritti reali immobiliari.

Sanzioni per omessa dichiarazione di successione

Nel caso in cui la registrazione della dichiarazione di successione sia omessa, si applica una sanzione che va dal 120 al 240 per cento dell’imposta liquidata e, se non è dovuta imposta, si applica la sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro. Se invece la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a trenta giorni si applica la sanzione amministrativa dal 60 al 120 per cento dell’imposta liquidata e, se non è dovuta imposta, si applica la sanzione amministrativa da 150 a 500 euro. Il tardivo versamento dell’imposta comporta invece l’applicazione della sanzione del 30%, calcolata sull’importo non versato. Tuttavia, prima che avvenga l’accertamento d’ufficio si può effettuare il cosiddetto ravvedimento operoso, mediante il quale è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Se hai bisogno di un ausilio per il tuo caso specifico puoi usufruire dell’assistenza online.

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Casi di impedimento alla divisione ereditaria

Esistono poi  dei  casi  di impedimento alla divisione tra gli  eredi:  per esempio, nel  caso in  cui vi sia un concepito  la divisione non potrà aver luogo sino al momento della nascita, o quando sia pendente un giudizio sulla legittimità o sulla filiazione naturale del soggetto che, in caso di esito favorevole del giudizio, sia chiamato alla successione, nel  qual caso il giudice può  sospendere  la divisione per un termine massimo di cinque anni. Nel caso di minorenni, invece, il testatore può disporre che non si faccia luogo alla divisione prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età dell’ultimo nato.

E’ opportuno tenere presente che il legittimario pretermesso non fa parte della comunione ereditaria,  sino a quando non ha esperito vittoriosamente l’azione di riduzione; infatti,  solamente a seguito della sentenza egli acquista la qualità di erede.

Per ulteriori informazioni sui casi di impedimento, richiedi una consulenza online.

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Azione di riduzione di donazioni e disposizioni testamentarie

 

L’articolo  533 del  codice civile concede una ampia tutela all’erede,  disponendo  che possa chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti, o parte dei beni ereditari a titolo di erede, o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione, peraltro,  è  imprescrittibile, salvi gli effetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni.

L’azione di riduzione  è un’azione che la legge concede ai legittimari per ottenere la reintegrazione della legittima, detta anche quota di riserva,  mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre, cosiddetta disponibile. L’azione è attivabile anche contro le donazioni eccedenti la quota disponibile e le donazioni indirette, o  vendite simulate  dagli  eredi  legittimi è può  essere azionata anche a seguito  di riconoscimento  di  paternità  o maternità  postumo.

Compravendita di immobile e donazione indiretta

L’asse ereditario è composto dal relictum  e dal donatum, ciò  significa che ai  fini  del  computo della massa ereditaria da distribuire tra gli eredi legittimi bisogna tenere conto non solo di quanto resta alla morte del defunto, ma anche di quanto da questi disposto in vita. Se nel corso della sua esistenza, infatti,  il de cuius ha compiuto negozi giuridici che hanno avvantaggiato un erede rispetto agli altri, come avviene con l’acquisto di un immobile per il coniuge, o per il figlio, con  denaro proprio, le donazioni indirette rientrano nel computo  dei beni che compongono la massa ereditaria;  a meno  che non si  tratti di  disposizione di liberalità posta in  essere con le formalità richieste dalla legge ( dispensa dalla collazione ereditaria )  nel rispetto dei  limiti della quota di riserva di cui può disporsi e senza che venga intaccata la quota di riserva dei  legittimari. L’intestazione di un immobile al coniuge, o al figlio, costituisce una tipica donazione indiretta ed è molto frequente, anche per evitare il pagamento di imposte di successione. Tuttavia, la regola è  che le quote degli eredi legittimi devono tenere conto della collazione ereditaria, ovvero devono  confluire nella massa ereditaria anche i  frutti  delle disposizioni compiute in  vita dal  de cuius.

La collazione ereditaria

La collazione ereditaria consiste nell’aggiunta all’eredità di tutti i beni ricevuti in dono durante la vita del parente defunto ai figli,  ai i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione. I quali,  ai  sensi  dell’art. 737 del  codice civile,   devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente, o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati,  tenuto  conto,  come detto,  che la dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile. Anche nel caso  di  successione testamentaria deve essere rispettato il  vincolo  che garantisce al  coniuge ed ai  figli, in  qualità di  legittimari la quota loro  riservata per legge, operando  la dispensa da collazione solo limitatamente alla quota disponibile del  testatore. Occorre comunque tenere presente che sono  escluse dalla collazione  le spese di mantenimento e di educazione, le spese sostenute per malattia, le spese ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze, purché non  eccedenti  le possibilità economiche del defunto, le donazioni fatte per riconoscenza, o per i servizi resi ed i beni periti per cause che non sono imputabili al donatario (per esempio un’opera d’arte che sia stata rubata, o un appartamento distrutto da un terremoto).

Disposizioni testamentarie che escludono o danneggiano un erede

Qualora si  verifichino situazioni che ledano i  diritti  dell’erede è  fondamentale, per salvaguardare la propria posizione di  erede,   essere assistiti  da un  Avvocato che abbia lunga esperienza nel  ramo del diritto  successorio, che possa tutelare nel modo migliore i  diritti dell’erede pretermesso,  danneggiato da disposizioni testamentarie a lui sfavorevoli, od  da atti  compiuti  da altri  eredi che ledano  i suoi  diritti. L’ Avvocato Gianluca Sposato esperto in  diritto  ereditario,  successioni  e materia testamentaria, da oltre 25 anni  assiste in tutta Italia  clienti  anche per eredità  internazionali. E’ possibile ricevere una prima assistenza online con la quale approfondire maggiormente l’argomento di proprio interesse, o  prenotare un  appuntamento per una consulenza in studio chiamando  i numeri 06.3217639, o legale24h 347.8743614

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Diritto ereditario

Avvocato esperto in diritto ereditario e materia testamentaria

Lo  studio legale Sposato opera nel ramo  del  diritto  successorio  con consulenza in materia testamentaria sia per la redazione del testamento, mettendo in condizione il testatore di operare la scelta migliore per quanto concerne la forma ed il contenuto delle disposizioni testamentarie,  sia per la fase di apertura della successione e la chiamata all’eredità, che per disposizioni patrimoniali inerenti al passaggio generazionale  con  efficacia “post mortem”, tutelando i diritti del cliente che venga leso per vizi formali, o violazioni dei diritti di legittima, attraverso  azioni di  riduzione di  donazioni,  o  disposizioni testamentarie e anche mediante azioni volte all’impugnazione del testamento.

Apertura della successione e chiamata all’eredità

La fase relativa all’apertura della successione rappresenta il momento più importante, in  cui  è indispensabile essere assistiti  da un  avvocato. Il dubbio circa la presenza di debiti ereditari deve indurre nei chiamati all’eredità particolare prudenza soprattutto quando gli stessi sono possessori del patrimonio relitto. Il codice civile non prevede soltanto l’accettazione espressa dell’eredità, spesso un chiamato all’eredità può ritrovarsi nella posizione di erede senza aver compiuto un formale atto di accettazione.

Assistenza per la successione legittima e testamentaria

Lo studio legale Sposato fin dal 1949 esplica la propria attività mediante consulenza ed assistenza per la gestione  della fase di passaggio generazionale successiva all’apertura della successione, testamentaria, o legittima,  con valutazione inerente eventuale lesione di  legittima, operazioni  di  accordo  di  divisione ereditaria al  fine di  risparmiare tempo, costi  e imposte della dichiarazione di successione, azioni  cautelari  e di reintegra in possesso ed ogni  altra attività regolamentata dal libro  secondo  del Codice Civile.

Avvocato esperto in transazioni ereditarie

La migliore soluzione è  sempre rappresentata dalla possibilità – affidandosi a un avvocato esperto – di  raggiungere una transazione ereditaria attraverso  la divisione ereditaria; tuttavia possono  sussistere casi  di impedimento  alla divisione ereditaria.  La fase relativa all’apertura della successione rappresenta il momento più importante, in  cui  è indispensabile essere assistiti  da un  avvocato.

Quanto costa una causa ereditaria?

Il costo  di una causa ereditaria dovrebbe di per sé scoraggiare chiunque a litigare; tuttavia,  nonostante per le controversie tra eredi è  obbligatorio esperire la mediazione prima di potere promuovere una lite in tribunale, molto  spesso è inevitabile dovere affrontare un  giudizio  civile per vedersi  riconoscere i propri  diritti,  come nel  caso  di  violazione di  legittima,  testamento falso, donazioni  indirette e riconoscimento  di  paternità.

Il compenso  dell’avvocato  che tratta la materia ereditaria normalmente è tra i più alti,  sia per il valore delle questioni trattate,  sia perché  è  richiesta una preparazione specifica molto  vasta non  solo nell’ambito  del  diritto  successorio, ma anche nel ramo  dei  diritti  reali  e delle obbligazioni, oltre che ampia conoscenza del  diritto processuale civile.

L’avvocato ha l’obbligo  di fornire un preventivo di spesa scritto al  cliente e la tariffa è, salvo  diversi  accordi,  regolata dal  DM 55/14 che prevede  diverse fasi.

Per prendere un appuntamento e affidare il vostro caso in materia di diritto successorio all’Avvocato Gianluca Sposato potete chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze, il numero legale24h  347.8743614