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Lo  studio legale Sposato opera nel ramo  del  diritto  successorio  con consulenza in materia testamentaria sia per la redazione del testamento, mettendo in condizione il testatore di operare la scelta migliore per quanto concerne la forma ed il contenuto delle disposizioni testamentarie,  sia per la fase di apertura della successione e la chiamata all’eredità, che per disposizioni patrimoniali inerenti al passaggio generazionale  con  efficacia “post mortem”, tutelando i diritti del cliente che venga leso per vizi formali, o violazioni dei diritti di legittima, attraverso azioni di  riduzione di  donazioni,  o  disposizioni testamentarie e anche mediante azioni volte all’impugnazione del testamento e accordi di divisione ereditaria.

Diritto ereditario

Articoli e informazioni utili

La dichiarazione di successione

Ai sensi  dell’articolo 456 del Codice civile, la successione ereditaria si apre al momento  del decesso  di una persona nel  luogo  del  suo ultimo domicilio. Tra gli adempimenti principali  che devono  compiere gli  eredi vi è quello di  ricostruire l’asse ereditario, individuare il patrimonio caduto in  successione ereditaria,   pagare le imposte di  successione allo Stato e presentare la denuncia di  successione,  entro il termine di un  anno dalla morte del  de cuius,  per non incorrere in sanzioni. Chi  deve presentare la denuncia di  successione? La denuncia di successione può essere presentata da qualunque erede, tuttavia è  necessario  allegare i  documenti  di  identità  di  tutti  gli  eredi. Non è necessario l’accordo, né tanto meno la presenza di tutti gli  eredi,  seppure consigliata, per tale adempimento, che viene inoltrato in modalità telematica al  fisco, quando il patrimonio complessivo  del  defunto  supera l’importo  di  100.000,00 euro, oltre che in  tutti i casi in  cui nell’asse ereditario siano

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Eredità verso i nipoti

Nel caso in cui il defunto sia sposato, l’eredità si devolve in linea retta e, dunque, al coniuge e ai figli; in mancanza di figli l’eredità spetta al coniuge e ai genitori e, soltanto ove manchino i figli e i genitori, sempre che il  de cuius non  sia sposato, si devolve in linea collaterale ai fratelli, o ai nipoti. I nipoti, pertanto, non rientrano in quella categoria di eredi privilegiati, ovvero tra il novero dei legittimari (coniuge, figli, genitori, nonni) che hanno  sempre diritto  nel  nostro ordinamento  giuridica a vedersi  riconoscere una quota ereditaria determinata per legge, e, a meno che non agiscano in rappresentazione di alcuno di questi, perché premorto al de cuius, o siano indicati nel testamento, ovvero non vi siano altri eredi in linea retta, non hanno diritto ad alcuna quota sulla massa ereditaria di nonni  e zii. Quando l’eredità spetta ai nipoti? L’eredità è devoluta ai

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Eredità giacente

Si parla di eredità  giacente quando l’erede, pur essendo  nella possibilità  di  accettare l’eredità, in  quanto  chiamato ad accettarla, non  compie alcun  atto  dispositivo sul patrimonio  del  de cuius, lasciando l’eredità  in uno stato, per l’appunto,  di  giacenza. In altre parole, l’eredità  rimane in  una situazione di incertezza fin quando questa non venga accettata, ovvero non  si  compiano, per il tramite della nomina di  un  curatore nominato  dal Tribunale, una serie di  atti  volti  a chiudere tale procedimento  con  l’attribuzione dell’eredità. Quanto dura l’eredità giacente? L’eredità giacente si chiude quando qualcuno  degli  eredi  accetta  l’eredità, ovvero  quando il  curatore nominato  con provvedimento  del Tribunale,  ai  sensi  dell’articolo  528  del  Codice civile, termina la sua attività. In ogni caso,  comunque, l’eredità  giacente si  chiude una volta decorsi 10 anni dall’apertura della successione, con devoluzione dell’eredità allo Stato. Nomina del curatore dell’eredità  giacente Quando il chiamato, che non si trovi nel possesso di beni

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Rappresentazione ereditaria

La rappresentazione ereditaria è prevista dall’art. 467 del codice civile e opera in linea retta a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli naturali del defunto e in linea collaterale, in favore dei discendenti dei fratelli e/o delle sorelle del de cuius, riconoscendo ai discendenti legittimi, o naturali dell’erede di subentrare al posto del proprio ascendente che non possa, perché per esempio pre morto ovvero morto prima della chiamata all’eredità,  o abbia rinunciato all’eredità. Cos’è la rappresentazione nell’eredità? L’istituto della rappresentazione in  ambito successorio consegue il chiaro intento nel nostro ordinamento giuridico di privilegiare i familiari del rappresentato, attribuendo maggiore tutela e rilevanza giuridica alla sua famiglia, nei casi in  cui  l’erede sia deceduto prima della dichiarazione di successione. La finalità che il legislatore ha inteso perseguire attraverso la tutela giuridica concessa ai beneficiari è quella di presumere che il defunto, se avesse saputo

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Donazioni ed eredità

L’eredità è costituita, come dicevano i latini, sia dal relictum che dal donatum, ovvero non soltanto da quello che una persona lascia al momento della sua morte (parte relitta dell’eredità), ma anche dagli atti  di  disposizione compiuti in vita dal  de cuius a  beneficio e vantaggio di taluni degli eredi, il cui valore deve  essere computato  e restituito  alla massa ereditaria (parte donata),  secondo l’istituto della collazione ereditaria. La ricostruzione del patrimonio ereditario: relictum e donatum Per ricostruire il patrimonio ereditario, ovvero attribuire un valore ai beni  che confluiscono nell’eredità, occorre computare non  soltanto  quello  che rimane alla morte del  de cuius, ma anche il valore delle disposizioni compiute per atti di  liberalità da questi in  vita che abbiano avvantaggiato alcuno  degli  eredi  rispetto e in danno di  altri. Gli atti dispositivi di liberalità compiuti dalla persona deceduta mentre era ancora in vita si considerano, infatti, come una anticipazione dell’eredità a meno che

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Collazione, reintegra e azione di riduzione ereditaria

Il nostro ordinamento giuridico attribuisce ai parenti più prossimi del de cuius una speciale tutela giuridica, prevedendo che il coniuge ed i figli nonché, ove manchino, al loro posto anche i loro discendenti e ascendenti, dunque i genitori ( ma anche i  nipoti  se agiscono in  rappresentazione di un genitore pre morto  che era figlio  del  de cuius ) non possano mai essere esclusi dall’asse ereditario: si parla in tal modo di eredi legittimari. Pertanto, chiunque abbia contratto matrimonio non potrà violare le quote ereditarie che per legge sono riservate ai suoi familiari, in  qualità  di legittimari e potrà decidere nel testamento di lasciare in eredità i suoi beni a persone diverse dai suoi figli e dal coniuge, solamente in misura ridotta, tenuto  conto  che il testatore può  sempre disporre liberamente almeno  di  ¼ del  proprio patrimonio ereditario, senza intaccare la quota di legittima che a questa tipologia di  eredi

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Scioglimento della comunione ereditaria

Parliamo della comunione ereditaria  e dei problemi  che può  comportare con l’Avvocato Gianluca Sposato patrocinante in Cassazione esperto in diritto successorio  e testamentario, Presidente di  Commissione dell’ultima sessione dell’esame di  Stato per Avvocato a Roma, che ha affrontato e risolto numerose questioni ereditarie a Roma ed in tutta Italia nel corso della sua lunga carriera. Avvocato Gianluca Sposato, lei è stato Presidente dell’ultima sessione dell’esame per avvocato  a Roma,  quali sono i rischi legati alla comunione ereditaria? I rischi della comproprietà di quote sono legati non soltanto alla gestione e conservazione del patrimonio immobiliare, ma comportano anche il rischio di insolvenza di uno dei coeredi nei confronti di eventuali creditori, tenuto conto che l’art.  599 del codice di procedura civile stabilisce che possano essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore, con la notifica del pignoramento che deve contenere un avviso ai comproprietari ai

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La divisione ereditaria

La divisione ereditaria è l’atto mediante il quale ciascun coerede, secondo la previsione di  cui  all’articolo 713 del codice civile, può porre fine alla comunione ereditaria. La divisione può essere,  sostanzialmente, di tre tipi:  divisione consensuale, mediante la sottoscrizione di  un  accordo  contrattuale  tra i coeredi; divisione giudiziale, nel caso non sia stato possibile  pervenire a una transazione ereditaria; divisione testamentaria, quando è  stata disposta dal testatore, sempre che il testamento non violi la quota dei legittimari. Cosa si intende per asse ereditario? Per asse ereditario, o massa ereditaria, si intende l’insieme dei beni, compresi i crediti ed i debiti, della persona defunta che si trasferiscono agli eredi nel momento in cui accettano l’eredità. Per tale ragione è molto importante che gli eredi ricostruiscano con precisione la consistenza patrimoniale della persona deceduta prima di compiere qualsiasi atto dispositivo, cioè qualsiasi azione che possa intendersi come accettazione tacita dell’eredità, come potrebbe essere per esempio un prelievo al bancomat sul conto  del defunto. Accertamento della

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Eredità con testamento: la successione testamentaria

Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze, o di parte di esse  e può prevedere anche solo disposizioni di carattere non patrimoniale, come previsto  espressamente dall’art. 587 del  codice civile. Si tratta di   un negozio  giuridico unilaterale, in  quanto  esprime solo la volontà del testatore, personale, poiché chi fa testamento è l’unico soggetto legittimato a porlo in essere, non essendo  ammessa nessuna forma di rappresentanza e non ricettizio, ma revocabile e formale, poiché si deve fare in una delle forme previste dalla legge, a pena di nullità. Testamento olografo  e redatto per atto pubblico Il testamento olografo,  disciplinato  dall’articolo 609 del  codice civile, è il più semplice ed economico, essendo  una scrittura privata che deve essere scritta per intero, datata e firmata da chi lo esegue, nella piena facoltà delle proprie capacità mentali  e senza condizionamenti  di  sorta,

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Eredità senza testamento: la successione legittima

Nella successione per causa di morte si distingue tra successione testamentaria, quando esiste un testamento olografico, pubblico o segreto, successione necessaria relativa ai parenti del defunto, coniuge e figli, necessariamente chiamati alla successione e successione legittima, che regola la trasmissione dell’eredità del defunto ai legittimi eredi, in mancanza di testamento, secondo le disposizioni previste dal nostro  codice civile. I diritti degli eredi legittimi e i legittimari Gli eredi legittimi sono coloro ai quali l’eredità viene trasferita in assenza di testamento: il coniuge, i figli ei parenti fino al 6° grado. A norma dell’articolo 457 del codice civile, le disposizioni testamentarie non possono mai  pregiudicare i diritti che la legge riserva agli eredi legittimi, in particolare a quella particolare categoria di eredi che hanno diritto di legittimare su una parte del patrimonio del defunto. I legittimari,  che non possono mai  essere esclusi dal testamento,se non per cause di indegnità  a succedere,  sono il coniuge ed i figli e, in loro mancanza,

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