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Autodeterminazione del paziente

Nessun trattamento sanitario può essere effettuato contro la volontà ed il consenso del paziente,  se questi è in grado di prestarlo e non ricorrono i presupposti dello stato di necessità.

A ciò è dovuto il riconoscimento del diritto inviolabile di autodeterminazione del paziente, costituzionalmente garantito ed autonomamente protetto,  prescindendo anche da altri eventuali danni.

Obbligo di informazione del medico

L’autodeterminazione è connessa alla informazione che il sanitario ha l’obbligo di fornire direttamente al paziente prima di intraprendere l’atto operatorio.

L’onere probatorio circa una informazione corretta, esaustiva con precisazione dei rischi e delle diverse possibili procedure resta a carico del sanitario,  il quale non può ritenere assolto il proprio obbligo neanche quando il paziente ha sottoscritto un modulo per il consenso redatto in maniera sintetica e non dettagliata.

Informazione sui  rischi dell’intervento

L’informazione deve essere relativa alla natura dell’invento medico chirurgico, alla sua portata ed estensione, ai rischi, ai risultati conseguibili, alle possibili conseguenze negative, alla possibilità di conseguire il medesimo risultato attraverso altri interventi ed ai rischi di questi ultimi.

Ove, in mancanza di un’adeguata informazione, il paziente subisca, a seguito dell’intervento chirurgico, un danno fisico (lesione), con la responsabilità contrattuale del chirurgo, stante in vizio del contratto relativo al consenso, concorre quella extracontrattuale per fatto illecito in relazione alla lesione causata alla salute protetta dal comma primo dell’art. 32 della Costituzione (Cass. n. 9705/97).

Nesso di causa e colpa medica

Data la complessità e difficoltà riscontrabili nel nesso di  causalità  e relativo onere probatorio è sempre necessario  fare indagini  approfondite per ricondurre l’entità  delle lesioni al  comportamento posto in  essere dal medico.

Solo  all’esito  di una perizia medico legale di  parte, che riscontri quale causa delle lesioni  subite dal paziente la malpractice posta in  essere dal sanitario,  si potrà procedere alla quantificazione dei  danni  ed intraprendere la relativa azione di  risarcimento

Lo  Studio Legale Sposato, fondato nel 1949,  è  stato tra i primi ad occuparsi in Italia della materia inerente la responsabilità medica ed offre assistenza legale e medico legale altamente specialistica a chi è incorso in errore medico ed ai  familiari di chi  è deceduto a causa di negligenza medica od ospedaliera.

Per esporre il  vostro caso e conferire un incarico all’Avvocato Gianluca Sposato, potete chiamare il numero  Legale24h 347.8743614, o richiedere una consulenza online

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Obbligo di sorveglianza sulla salute

In tema di responsabilità professionale medica, è da precisare che se l’intervento operatorio in senso stretto può ritenersi concluso con l’uscita del paziente dalla camera operatoria, sul sanitario grava comunque un obbligo di sorveglianza sulla salute del soggetto operato anche nella fase post-operatoria.

Tale obbligo, rientrante fra quelli di garanzia, discende non solo da norme, scritte e non, ma anche dal contratto d’opera professionale, di tal che la violazione dell’obbligo comporta responsabilità civile e penale per un evento causalmente connesso ad un comportamento omissivo ex art. 40, comma 2 del codice penale.

Danni nella fase post operatoria

Ciò vuol dire che il sanitario, anche nella fase post-operatoria, avendo l’obbligo di sorveglianza sul paziente, ha comunque l’obbligo di informarlo correttamente ed adeguatamente nel caso in cui dall’intervento, risoltosi positivamente per lo scopo principale per cui era stato disposto, sia tuttavia derivato un danno collaterale fisico.

Essendo l’attività medica attività professionale, è richiesta la diligenza qualificata ex art. 1176 c.c. comma 2° per cui il medico e/o il chirurgo risponde anche per colpa lieve; tale principio generale va applicato sia nella responsabilità contrattuale che in quella extracontrattuale (fatto illecito).

Parere gratuito per casi di malasanità

Per richiedere una consulenza per errato intervento medico, o negligenza dei sanitari, lo Studio Legale dell’Avv. Gianluca Sposato, fondato nel 1949, offre una valutazione gratuita del  caso  al  fine di individuare, per il tramite dei propri consulenti medici legali esperti in malpractice, se ricorrano  le condizioni per intraprendere azione di risarcimento danni a tutela dei  diritti delle vittime della malasanità.

L’Avv. Gianluca Sposato è Presidente di Adism – Associazione Difesa Infortunati  e Malasanità,  che ha ricevuto  l’apprezzamento  della Presidenza del Consiglio  dei Ministri per l’attività a sostegno dei danneggiati  da gravi incidenti ed è considerato tra i massimi esperti  a livello nazionale in  materia di responsabilità  civile e risarcimento  del danno.

Per prendere un appuntamento con l’Avvocato Gianluca Sposato chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze,  il numero legale24h  347.8743614. 

Per maggiori informazioni sull’obbligo di sorveglianza sulla salute si può richiedere una consulenza online.

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Obbligo di adempimento del sanitario

L’articolo 1210 del  codice civile, in tema di responsabilità contrattuale pone a carico del debitore, nella specie del medico chirurgo, l’obbligo dell’esatto adempimento.

Il paziente, che agisce in giudizio deducendo di aver subito un danno, deve provare soltanto il contratto ed allegare l’inadempimento del sanitario. Sussiste, conseguentemente, presunzione di colpa a carico del sanitario su cui grava l’onere della prova liberatoria per aver usato la massima diligenza al fine di evitare il danno

Colpa medica ed interventi  di  speciale difficoltà

Per il prestatore d’opera intellettuale è tuttavia prevista, nella responsabilità contrattuale con presunzione di colpa a carico del sanitario, la limitazione sancita dall’art. 2236 del  codice civile per cui, in caso di prestazione attinente a problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera risponde soltanto per colpa grave, o dolo. La soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà è da riscontrarsi laddove il caso non sia stato in precedenza adeguatamente studiato o sperimentato, o quando nella scienza medica siano stati  discussi sistemi diagnostici, terapeutici e di tecnica chirurgica diversi ed incompatibili tra loro.

Rischi legati all’intervento chirurgico

Il margine di rischio, connesso ad ogni intervento chirurgico, non riguardando l’esecuzione della prestazione e la sua modalità perché connesso alla patologia su cui si interviene, non può essere ritenuto sufficiente a considerare di particolare e rilevante difficoltà lo stesso intervento, soprattutto se esaminato da solo.

L’articolo  2236 del codice civile prevede una responsabilità contrattuale attenuata limitata soltanto alla perizia con esclusione della prudenza e della diligenza per le quali il professionista risponde normalmente anche per colpa lieve in relazione all’art. 1176, 2° comma c.c.

Valutazione gratuita del caso per responsabilità medica

Affidarsi allo Studio Legale dell’Avv. Gianluca Sposato per la valutazione del proprio caso di malasanità non  comporta nessun costo  nella fase relativa al parere per la responsabilità del  sanitario.

Il nostro  Studio Legale,  fondato  nel  1949,  è  specializzato in responsabilità  civile per lesioni  gravi  e danno  da perdita del rapporto parentale.

La nostra esperienza consolidata nella materia della responsabilità medica e collaborazione con i migliori  medici  legali garantiscono affidabilità e risultato.

Per prendere un appuntamento con l’Avvocato Gianluca Sposato chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze,  il numero legale24h  347.8743614

E’ disponibile anche un servizio di consulenza online con il quale si possono ricevere maggiori informazioni relative al proprio caso.

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Errato intervento e onere della prova

In tema di responsabilità professionale medica, è da precisare che se l’intervento operatorio in senso stretto può ritenersi concluso con l’uscita del paziente dalla camera operatoria, sul sanitario grava comunque un obbligo di sorveglianza sulla salute del soggetto operato anche nella fase post-operatoria.

Obbligo di sorveglianza nella fase post operatoria

Tale obbligo, rientrante fra quelli di garanzia, discende non solo da norme, scritte e non, ma anche dal contratto d’opera professionale, di tal che la violazione dell’obbligo comporta responsabilità civile e penale per un evento causalmente connesso ad un comportamento omissivo.

Essendo l’attività medica attività professionale, è richiesta la diligenza qualificata ex art. 1176 c.c. comma 2° per cui il medico e/o il chirurgo risponde anche per colpa lieve a prescindere dal concorso tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale (fatto illecito).

Obbligo di esatto adempimento del medico

Nella responsabilità contrattuale, peraltro, è posto (art. 1218 c.c.) a carico del debitore (nella specie del medico chirurgo) l’obbligo dell’esatto adempimento; sicché il paziente, che agisce in giudizio deducendo di aver subito un danno, deve provare soltanto il contratto ed allegare l’inadempimento del sanitario.

Sussiste, conseguentemente, presunzione di colpa a carico del sanitario su cui grava l’onere della prova liberatoria per aver usato la massima diligenza al fine di evitare il danno.

Quanto il medico risponde per dolo, o colpa grave?

Per il prestatore d’opera intellettuale è tuttavia prevista, nella responsabilità contrattuale con presunzione di colpa a carico del sanitario, la limitazione sancita dall’art. 2236 c.c. per cui, in caso di prestazione attinente a problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera risponde soltanto per colpa grave, o dolo.

La soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà è da riscontrarsi laddove il caso non sia stato in precedenza adeguatamente studiato o sperimentato o quando nella scienza medica siano stati  discussi sistemi diagnostici, terapeutici e di tecnica chirurgica diversi ed incompatibili tra loro.

Il margine di rischio, connesso ad ogni intervento chirurgico, non riguardando l’esecuzione della prestazione e la sua modalità perché connesso alla patologia su cui si interviene, non può essere ritenuto sufficiente a considerare di particolare e rilevante difficoltà lo stesso intervento, soprattutto se esaminato da solo.

Quanto il medico risponde per imperizia, imprudenza, o negligenza?

La responsabilità contrattuale attenuata d cui all’art. 2236 c.c. è limitata soltanto alla perizia con esclusione della prudenza e della diligenza per le quali il professionista risponde normalmente anche per colpa lieve in relazione all’art. 1176, 2° comma c.c.

Con l’entrata in  vigore della Legge numero 24  del 2017,  conosciuta come Legge Gelli, il medico che opera all’interno di una struttura sanitaria può essere chiamato a rispondere del proprio operato nei confronti del paziente solo a titolo extracontrattuale, mentre la responsabilità contrattuale resta esclusivamente a carico della struttura stessa e per il sanitario che ha assunto un’obbligazione diretta con il paziente.

Come provare la colpa medica?

Circa l’onere della prova il danneggiato  che intende agire in giudizio nei confronti del medico ospedaliero per ottenere il risarcimento del danno subito in conseguenza dell’errato intervento, o del trattamento al quale si è sottoposto ha l’onere di provare non  soltanto la lesione subita, ma anche la condotta colposa del medico ed il  nesso di causalità tra la condotta colposa e la lesione.

Il paziente che si rivolge alla struttura, invece, deve provare il nesso di causalità fra l’aggravamento della sua situazione patologica, ovvero l’insorgenza di una nuova patologi e la condotta, o l’omissione dei sanitari. Data questa prova, è la struttura sanitaria che deve dimostrare che l’inesatta esecuzione della prestazione sia derivata da una causa imprevedibile e inevitabile.

Per prendere un appuntamento con l’Avvocato Gianluca Sposato chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze,  il numero legale24h  347.8743614. E’ possibile prenotare anche il servizio di assistenza online.

L’esame del caso, per riscontrare se sussiste responsabilità medica fornito  dal nostro  studio è gratuito.

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Consenso informato

Il diritto  alla salute è  tutelato  dall’art.  32 della Costituzione,  nessun individuo può  essere obbligato  ad un determinato trattamento  sanitario,  avendo diritto  di  ricevere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute e la propria malattia, dovendo  essere messo in  condizione di  avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi a una determinata terapia, o esame diagnostico.

Nessun trattamento medico può  avvenire senza il  consenso del paziente

Nessun trattamento sanitario può essere effettuato contro la volontà ed il consenso del paziente,  se questi è in grado di prestarlo e non ricorrono i presupposti dello stato di necessità.

A ciò è dovuto il riconoscimento del diritto inviolabile di autodeterminazione del paziente costituzionalmente garantito ed autonomamente protetto, prescindendo da altri eventuali danni.

Il consenso informato  si pone dunque,  dal punto  di  vista del paziente come  la manifestazione di volontà che questi esprime liberamente in ordine ad un trattamento sanitario cui  deve sottoporsi; sotto il profilo medico, invece, costituisce il  fondamento della liceità  dell’attività  sanitaria,  in  assenza del quale,  la stessa si  raffigura come reato.

L’informazione relativa al trattamento  medico 

L’autodeterminazione è connessa alla informazione del sanitario,  che questi  ha l’obbligo di fornire direttamente al paziente prima di intraprendere l’atto operatorio.

L’onere probatorio circa una informazione corretta, esaustiva con precisazione dei rischi e delle diverse possibili procedure resta a carico del sanitario,  il quale non può ritenere assolto il proprio obbligo neanche quando il paziente ha sottoscritto un modulo per il consenso informato redatto in maniera sintetica e non dettagliata.

L’informazione, quindi, deve essere relativa alla natura dell’invento medico chirurgico, alla sua portata ed estensione, ai rischi, ai risultati conseguibili, alle possibili conseguenze negative, alla possibilità di conseguire il medesimo risultato attraverso altri interventi ed ai rischi di questi ultimi.

Ove, in mancanza di un’adeguata informazione, il paziente subisca, a seguito dell’intervento chirurgico, un danno fisico (lesione), con la responsabilità contrattuale del chirurgo, stante in vizio del contratto relativo al consenso, concorre quella extracontrattuale per fatto illecito in relazione alla lesione causata alla salute.

Per prendere un appuntamento con l’Avvocato Gianluca Sposato,  esperto in responsabilità civile medica, chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze,  il numero legale24h  347.8743614.  E’ disponibile anche il  servizio  di  consulenza online 

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Responsabilità civile medica

Lo  studio legale Sposato offre assistenza legale e medico legale a chi è incorso in errore sanitario, ai  suoi parenti ed eredi, al fine dell’accertamento della responsabilità del medico e della inefficienza della struttura sanitaria per l’ottenimento dell’integrale risarcimento del danno.

La responsabilità medica è la responsabilità professionale di chi esercita un’attività sanitaria per i danni derivati al paziente da errori, omissioni, o in violazione degli obblighi inerenti all’attività stessa e può  scaturire da responsabilità  contrattuale,  od extracontrattuale.

Nella responsabilità  contrattuale l’onere della prova è  a carico  del  convenuto ed il termine di  prescrizione  per intentare l’azione di risarcimento è  decennale.  L’art.  1218  del  codice civile,  applicabile nel  caso  di  specie, prevede che  il  debitore che non  esegue esattamente la prestazione dovuta sia  tenuto  al  risarcimento  del  danno,  se non prova che l’inadempimento, o il  ritardo,  è  stato  determinato da impossibilità  della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. L’art. 1176 del  codice civile stabilisce che nell’adempiere l’obbligazione il  debitore deve usare la diligenza del  buon padre di  famiglia e nell’adempimento  delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo  alla natura dell’attività  esercitata. Il principio  di  solidarietà  è  richiamato, incede dall’art 1228  cod. civ.  disponendo che,  salva diversa volontà  delle parti,  il  debitore che nell’adempimento  dell’obbligazione si  vale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi, o colposi,  di  costoro: è il  caso  della solidarietà  tra clinica e chirurgo.

Nella responsabilità  extracontrattuale da fatto illecito  si  applica  il principio  cardine generale  della responsabilità  civile in tema di  risarcimento  del  danno  come richiamato  dall’art.  2043 del  codice civile in base al  quale qualunque fatto  doloso o  colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno,  con  un termine per esperire l’azione più  breve,  di  cinque anni, ma dal  giorno in  cui  il paziente si è  accorto  del fatto.

L’onere della prova è  a carico  del danneggiato quando l’intervento non è considerato  di  routine, infatti l’articolo   2236  del  codice civile prevede che se la prestazione implica la soluzione  di problemi  tecnici  di speciale difficoltà, il prestatore d’opera, ovvero il  medico, non  risponde dei  danni,  se non in caso  di  dolo, o colpa grave,  con  una maggiore tutela per i  rischi legati  all’attività  del  sanitario.

Ai fini dell’azione risarcitoria è opportuno  sempre valutare attentamente a chi  affidarsi  per la tutela dei propri  diritti.

Sposatolaw opera da oltre 20 anni con  successo nel  campo  della responsabilità professionale medica affrontando le questioni  giuridiche inerenti  a tematiche principali del  settore come il  consenso informato, l’onere della prova in relazione all’errato intervento  medico, il  diritto  di  autodeterminazione del paziente, che non può essere sottoposto  coattivamente ad alcun intervento, l’obbligo  di  sorveglianza sulla salute del paziente da parte del medico  anche nella fase post operatoria e l’obbligo  di  adempimento  del  sanitario,  su  cui grava l’onere della prova liberatoria per avere adoperato  la massima diligenza.

Per prendere un appuntamento e affidare un incarico  all’Avvocato Gianluca Sposato, tra i massimi  esperti  in  responsabilità sanitaria e Presidente nazionale dell’Associazione Difesa Infortunati  e Malasanità,  potete chiamare il numero 06.3217639 o, per urgenze,  il numero legale24h  347.8743614 che risponde anche via Whatsapp