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Diritto Successorio

Azione di riduzione donazione indiretta

AZIONE DI RIDUZIONE DI DONAZIONI E DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE

 

 

L’articolo  533 del  codice civile concede una ampia tutela all’erede,  disponendo  che possa chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti, o parte dei beni ereditari a titolo di erede, o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione, peraltro,  è  imprescrittibile, salvi gli effetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni.

L’azione di riduzione  è un’azione che la legge concede ai legittimari per ottenere la reintegrazione della legittima, detta anche quota di riserva,  mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre, cosiddetta disponibile.

L’azione è attivabile anche contro le donazioni eccedenti la quota disponibile e le donazioni indirette, o  vendite simulate  dagli  eredi  legittimi è può  essere azionata anche a seguito  di riconoscimento  di  paternità  o maternità  postumo.

COMPRAVENDITA DI IMMOBILE E DONAZIONE INDIRETTA

L’asse ereditario è composto dal relictum  e dal donatum, ciò  significa che ai  fini  del  computo della massa ereditaria da distribuire tra gli eredi legittimi bisogna tenere conto non solo di quanto resta alla morte del defunto, ma anche di quanto da questi disposto in vita.

Se nel corso della sua esistenza, infatti,  il de cuius ha compiuto negozi giuridici che hanno avvantaggiato un erede rispetto agli altri, come avviene con l’acquisto di un immobile per il coniuge, o per il figlio, con  denaro proprio, le donazioni indirette rientrano nel computo  dei beni che compongono la massa ereditaria;  a meno  che non si  tratti di  disposizione di liberalità posta in  essere con le formalità richieste dalla legge ( dispensa dalla collazione ereditaria )  nel rispetto dei  limiti della quota di riserva di cui può disporsi e senza che venga intaccata la quota di riserva dei  legittimari.

L’intestazione di un immobile al coniuge, o al figlio, costituisce una tipica donazione indiretta ed è molto frequente, anche per evitare il pagamento di imposte di successione. Tuttavia, la regola è  che le quote degli eredi legittimi devono tenere conto della collazione ereditaria, ovvero devono  confluire nella massa ereditaria anche i  frutti  delle disposizioni compiute in  vita dal  de cuius.

LA COLLAZIONE EREDITARIA

La collazione ereditaria consiste nell’aggiunta all’eredità di tutti i beni ricevuti in dono durante la vita del parente defunto ai figli,  ai i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione. I quali,  ai  sensi  dell’art. 737 del  codice civile,   devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente, o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati,  tenuto  conto,  come detto,  che la dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile. Anche nel caso  di  successione testamentaria deve essere rispettato il  vincolo  che garantisce al  coniuge ed ai  figli, in  qualità di  legittimari la quota loro  riservata per legge, operando  la dispensa da collazione solo limitatamente alla quota disponibile del  testatore.

Occorre comunque tenere presente che sono  escluse dalla collazione  le spese di mantenimento e di educazione, le spese sostenute per malattia, le spese ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze, purché non  eccedenti  le possibilità economiche del defunto, le donazioni fatte per riconoscenza, o per i servizi resi ed i beni periti per cause che non sono imputabili al donatario (per esempio un’opera d’arte che sia stata rubata, o un appartamento distrutto da un terremoto).

DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE CHE ESCLUDONO O DANNEGGIANO UN EREDE

Qualora si  verifichino situazioni che ledano i  diritti  dell’erede è  fondamentale, per salvaguardare la propria posizione di  erede,   essere assistiti  da un  Avvocato che abbia lunga esperienza nel  ramo del diritto  successorio, che possa tutelare nel modo migliore i  diritti dell’erede pretermesso,  danneggiato da disposizioni testamentarie a lui sfavorevoli, od  da atti  compiuti  da altri  eredi che ledano  i suoi  diritti.

L’ Avvocato Gianluca Sposato esperto in  diritto  ereditario,  successioni  e materia testamentaria, da oltre 25 anni  assiste in tutta Italia  clienti  anche per eredità  internazionali.

E’ possibile ricevere una prima assistenza online con la quale approfondire maggiormente l’argomento di proprio interesse, o  prenotare un  appuntamento per una consulenza in studio chiamando  i numeri 06.3217639, o legale24h 347.8743614

AZIONE DI RIDUZIONE DI DONAZIONI E DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE

L’articolo  533 del  codice civile concede una ampia tutela all’erede,  disponendo  che possa chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti, o parte dei beni ereditari a titolo di erede, o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione, peraltro,  è  imprescrittibile, salvi gli effetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni.

L’azione di riduzione  è un’azione che la legge concede ai legittimari per ottenere la reintegrazione della legittima, detta anche quota di riserva,  mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre, cosiddetta disponibile.

L’azione è attivabile anche contro le donazioni eccedenti la quota disponibile e le donazioni indirette, o  vendite simulate  dagli  eredi  legittimi è può  essere azionata anche a seguito  di riconoscimento  di  paternità  o maternità  postumo.

COMPRAVENDITA DI IMMOBILE E DONAZIONE INDIRETTA

L’asse ereditario è composto dal relictum  e dal donatum, ciò  significa che ai  fini  del  computo della massa ereditaria da distribuire tra gli eredi legittimi bisogna tenere conto non solo di quanto resta alla morte del defunto, ma anche di quanto da questi disposto in vita.

Se nel corso della sua esistenza, infatti,  il de cuius ha compiuto negozi giuridici che hanno avvantaggiato un erede rispetto agli altri, come avviene con l’acquisto di un immobile per il coniuge, o per il figlio, con  denaro proprio, le donazioni indirette rientrano nel computo  dei beni che compongono la massa ereditaria;  a meno  che non si  tratti di  disposizione di liberalità posta in  essere con le formalità richieste dalla legge ( dispensa dalla collazione ereditaria )  nel rispetto dei  limiti della quota di riserva di cui può disporsi e senza che venga intaccata la quota di riserva dei  legittimari.

L’intestazione di un immobile al coniuge, o al figlio, costituisce una tipica donazione indiretta ed è molto frequente, anche per evitare il pagamento di imposte di successione. Tuttavia, la regola è  che le quote degli eredi legittimi devono tenere conto della collazione ereditaria, ovvero devono  confluire nella massa ereditaria anche i  frutti  delle disposizioni compiute in  vita dal  de cuius.

LA COLLAZIONE EREDITARIA

La collazione ereditaria consiste nell’aggiunta all’eredità di tutti i beni ricevuti in dono durante la vita del parente defunto ai figli,  ai i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione. I quali,  ai  sensi  dell’art. 737 del  codice civile,   devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente, o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati,  tenuto  conto,  come detto,  che la dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile. Anche nel caso  di  successione testamentaria deve essere rispettato il  vincolo  che garantisce al  coniuge ed ai  figli, in  qualità di  legittimari la quota loro  riservata per legge, operando  la dispensa da collazione solo limitatamente alla quota disponibile del  testatore.

Occorre comunque tenere presente che sono  escluse dalla collazione  le spese di mantenimento e di educazione, le spese sostenute per malattia, le spese ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze, purché non  eccedenti  le possibilità economiche del defunto, le donazioni fatte per riconoscenza, o per i servizi resi ed i beni periti per cause che non sono imputabili al donatario (per esempio un’opera d’arte che sia stata rubata, o un appartamento distrutto da un terremoto).

DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE CHE ESCLUDONO O DANNEGGIANO UN EREDE

Qualora si  verifichino situazioni che ledano i  diritti  dell’erede è  fondamentale, per salvaguardare la propria posizione di  erede,   essere assistiti  da un  Avvocato che abbia lunga esperienza nel  ramo del diritto  successorio, che possa tutelare nel modo migliore i  diritti dell’erede pretermesso,  danneggiato da disposizioni testamentarie a lui sfavorevoli, od  da atti  compiuti  da altri  eredi che ledano  i suoi  diritti.

L’ Avvocato Gianluca Sposato esperto in  diritto  ereditario,  successioni  e materia testamentaria, da oltre 25 anni  assiste in tutta Italia  clienti  anche per eredità  internazionali.

E’ possibile ricevere una prima assistenza online con la quale approfondire maggiormente l’argomento di proprio interesse, o  prenotare un  appuntamento per una consulenza in studio chiamando  i numeri 06.3217639, o legale24h 347.8743614

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Diritto Successorio

Scioglimento della comunione ereditaria

LO SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE EREDITARIA

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Lo scioglimento della comunione ereditaria

 

Parliamo della comunione ereditaria  e dei problemi  che può  comportare con l’Avvocato Gianluca Sposato patrocinante in Cassazione esperto in diritto successorio  e testamentario, Presidente di  Commissione dell’ultima sessione dell’esame di  Stato per Avvocato a Roma, che ha affrontato e risolto numerose questioni ereditarie a Roma ed in tutta Italia nel corso della sua lunga carriera.

Avvocato Gianluca Sposato, lei è stato Presidente dell’ultima sessione dell’esame per avvocato  a Roma,  quali sono i rischi legati alla comunione ereditaria?

I rischi della comproprietà di quote sono legati non soltanto alla gestione e conservazione del patrimonio immobiliare, ma comportano anche il rischio di insolvenza di uno dei coeredi nei confronti di eventuali creditori, tenuto conto che l’art.  599 del codice di procedura civile stabilisce che possano essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore, con la notifica del pignoramento che deve contenere un avviso ai comproprietari ai quali è fatto divieto di lasciar separare dal  debitore la sua parte delle cose comuni senza l’ordine del giudice.

Per tale ragione ove i rapporti tra coeredi non siano più che buoni e consolidati è sempre sconsigliabile da parte mia procedere ad una divisione ereditaria parziale, mantenendo dei beni in comunione.

Quali sono le attività da affrontare per lo scioglimento della comunione ereditaria?

Una volta delineato l’asse ereditario e le relative quote di attribuzione, sia che si proceda a successione legittima, che testamentaria, il primo compito dell’avvocato è quello di procedere a ricostruire la massa ereditaria, richiedendo gli estratti conti bancari dell’ultimo decennio ed esaminando la situazione patrimoniale mobiliare ed immobiliare della persona venuta a mancare, suoi eventuali debiti, spese da sostenere, polizze assicurative e donazioni indirette.

Il ruolo dell’avvocato che tratti esclusivamente materia civilistica ed ereditaria ed abbia esperienza in ambito di  diritti  reali  e diritto immobiliare è fondamentale per fornire un quadro d’insieme corretto e il più possibile preciso, attraverso  la comparazione delle valutazioni immobiliari degli  eredi, al fine di potere accontentare tutte le parti, nell’ottica di una definizione delle vicende ereditarie mirata a  risparmiare su tempi  e costi, anche per quanto  riguarda le imposte di  successione.

Quali sono gli oneri ed i costi da affrontare per lo scioglimento della comunione ereditaria?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi  dalla morte del  de cuius  e non c’è obbligo se l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000,00 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto.

Per quanto riguarda gli onorari dell’avvocato e del notaio sono regolati dai rispettivi parametri professionali, tenuto conto che è sempre bene per il cliente, e vi  è  obbligo per l’avvocato, presentare un preventivo  di  spesa di  massima,  sia per l’attività  stragiudiziale che eventualmente per quella giudiziale, ove si  debba procedere allo  scioglimento della comunione ereditaria, esperito negativamente il tentativo obbligatorio  di  mediazione,  in Tribunale.

Che consigli può dare a chi deve affrontare lo scioglimento di una comunione ereditaria ?

La materia ereditaria implica molti risvolti personali e tocca diversi ambiti del diritto  e della vita affettiva delle persone, pertanto  il  mio  consiglio  più  che spassionato,  che è il frutto di oltre 25 anni di esercizio professionale nel ramo del diritto  successorio  e testamentario, è  quello  di  non compiere mai  nessuna azione da soli,  senza il  supporto  del proprio  avvocato,   per non  pregiudicare i propri  diritti.

E’ fondamentale poi   distinguere il ruolo ed i compiti  dell’avvocato  da quello  del notaio; un notaio che, purtroppo come a volte accade, si voglia sostituire all’avvocato rischia finanche di essere radiato dall’albo notarile, non  rientrando tra le sue competenze affrontare questioni  giuridiche a lui  non demandate, non avendo relativa qualifica e preparazione professionale per trattare con i  coeredi.

Il mio consiglio, e lo dico supportato da tante testimonianze di gratitudine e riconoscenza manifestate dai miei clienti, è quello di rivolgersi al mio  studio, fondato nel 1949, che è specializzato in diritto successorio  e materia ereditaria,  per ricevere una assistenza altamente tecnica e qualificata volta a risolvere nel migliore dei  modi ogni conflitto e vicenda ereditaria, ottimizzando tempi  e costi,  tutelando i diritti del  cliente.

Per prenotare un appuntamento e sottoporre la vostra questione ereditaria potete contattare l’Avvocato Gianluca Sposato, esperto in materia testamentaria e diritto ereditario a Roma, al link di seguito Legale24h

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Diritto Successorio

Accordi di divisione ereditaria

ACCORDI DI DIVISIONE E TRANSAZIONE EREDITARIA

Lo Studio Legale Sposato è specializzato in responsabilità civile e diritto successorio.

L’avvocato  che si  occupa di  questioni  ereditarie  deve avere un bagaglio frutto  di  decenni  di  esperienza alle spalle e una vasta e profonda conoscenza del diritto, non limitata soltanto al libro secondo del codice civile che regola le successioni mortis causa, ma data la vastità e complessità  della materia, una preparazione specifica anche nel campo dei  diritti reali  e della proprietà, della tutela dei diritti e della famiglia.

Il diritto ereditario implica, infatti, sempre questioni familiari, potendosi considerare una evoluzione naturale del diritto di famiglia attenendo alle vicende patrimoniali  della stessa e, per tale ragione, in presenza di eredi legittimi bisognerà tenere conto anche delle donazioni fatte in vita dal de cuius, per la relativa reintegra della quota pretermessa a favore dei  legittimari  che ecceda la quota disponibile del testatore.

AVVOCATO GIANLUCA SPOSATO ESPERTO IN  DIRITTO  SUCCESSORIO  ED EREDITARIO

L’Avvocato Gianluca Sposato, erede di uno degli studi legali più prestigiosi  della capitale, che opera nel settore del diritto successorio ed ereditario da  oltre 70 anni in Italia e all’estero per apertura della successione in Italia, è specializzato in materia successoria per accordi di  divisione e transazione ereditaria  e riesce, grazie alla sua esperienza e professionalità, nella maggior parte dei casi a risolvere ogni disputa evitando di instaurare contenzioso in tribunale, garantendo sempre il miglior risultato prefissato al cliente.

COME CHIEDERE LO SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE EREDITARIA

La divisione ereditaria è l’atto mediante il quale ciascun coerede, secondo la previsione di  cui  all’articolo 713 del codice civile, può porre fine alla comunione ereditaria. La divisione può essere,  sostanzialmente, di tre tipi:  divisione consensuale, mediante la sottoscrizione di  un  accordo  contrattuale   tra i coeredi; divisione giudiziale, nel caso non sia stato possibile  pervenire a una transazione ereditaria; divisione testamentaria, quando è  stata disposta dal testatore.

Ove in seguito all’apertura della successione vi siano più eredi istituiti per testamento, o per legge,  sarà opportuno procedere alla divisione. Una celere divisione ereditaria è utile anche a fini pratici e gestionali. Ove i coeredi non si trovino d’accordo sui beni e diritti da assegnare,  sarà sempre possibile attivare la divisione giudiziale, fatte salve disposizioni contrarie del testatore, valide nel limite di cinque anni dall’apertura della successione. Il diritto a domandare la divisione non può, infatti,  essere limitato dal testatore se non per i cinque anni successivi all’apertura della successione.

RICOSTRUZIONE DELL’ASSE E DEL PATRIMONIO EREDITARIO

Beni immobili caduti in  successione ereditaria

Al fine di  potere attribuire correttamente la quota spettante ad ogni erede legittimo, per prima cosa bisogna effettuare la ricostruzione dell’asse e del patrimonio ereditario, tenuto conto che la massa ereditaria è costituita sia dal  relictum che dal  donatum, oltre che dalle spese ereditarie e dai  debiti del defunto.

Il valore dei beni immobili caduto in successione può desumersi attraverso la comparazione di stima effettuata da ciascun avente diritto con perizia giurata, o attraverso la valutazione di agenzia immobiliare di  zona. In presenza di  donazioni indirette per immobili  fittiziamente intestati, o  acquistati  con il denaro  del de cuius, occorrerà procedere alla reintegra della quota pretermessa agli  altri  eredi legittimi.

Verifica su giacenze dei conti  correnti e deposito titoli da parte dei  coeredi

Per quanto  riguarda  il patrimonio finanziario caduto in successione ereditaria e,  dunque,  giacenze su  conti  correnti  bancari,  libretti  di  deposito,  portafoglio titoli e altri valori  mobiliari è sempre opportuno per gli eredi  effettuare opportuna verifica, affinché nulla venga sottratto  alla massa da dividere.

Nei  casi  di  eredità più consistenti,  quando non è  stato nominato un  esecutore testamentario, è  bene effettuare ricognizione ed inventario dei  beni, di comune accordo, o con  nomina di cancelliere del  tribunale, o notaio.

Per le somme di  denaro   attraverso  l’erede deve fare richiesta all’istituto bancario degli  estratti  conto  dell’ultimo  ventennio,  sia su  conti  correnti intestato o cointestati  del defunto,  al  fine di  verificare se vi  siano  state elargizioni  di  denaro  che ledono la legittima in  eccedenza della quota disponibile,  si  su  fondi patrimoniali  e dossier titoli.

AFFIDAMENTO DELL’INCARICO PER UNA QUESTIONE EREDITARIA AL NOSTRO  STUDIO.

L’Avvocato Gianluca Sposato, patrocinante in Cassazione, segue personalmente i casi  affidati  dal  cliente.

L’affidamento di un  incarico per una vicenda ereditaria ad un professionista da parte del  cliente richiede una serie di valutazioni che riguardano prima di tutto la competenze specifica dell’avvocato nel  diritto ereditario,  non potendo  essere assistiti da avvocati  generici,  quindi gli anni di  esperienza maturati nel   settore della materia successoria e testamentaria,  la conoscenza approfondita di  branche del  diritto civile connesse alla materia, come il  diritto  di  famiglia ed il diritto immobiliare, infine la capacità di raggiungere gli obiettivi mediante accordi e transazioni.

ESAME DEL CASO  E COSTO DI UNA CAUSA EREDITARIA

Il primo incontro  nel  nostro  studio  è  finalizzato  all’esame del caso, attraverso una consulenza legale specialistica in materia ereditaria completa ed esaustiva con  esame e analisi  dei  documenti, in  modo da poter fornire al  cliente, che si  trovi nella situazione di  dovere affrontare una vicenda ereditaria, un  quadro  giuridico chiaro sulla strada da intraprendere ed  i costi  da sostenere per tutelare al meglio i  suoi  diritti.

All’esito dell’esame del caso, se riteniamo di potere acquisire il mandato, sottoponiamo un preventivo  di  spesa scritto al cliente per l’attività da svolgere, in base alle tariffe legali di  cui  al  DM 55/14, concordando  le modalità di  espletamento del  mandato.

Il mandato  tra avvocato  e cliente è fondato  sul  rapporto di  fiducia ed il  nostro  compito è  quello di risolvere  le problematiche che ci  vengono affidate, per questo, una volta ricevuto l’incarico, la nostra attività viene  svolta sempre con preventiva comunicazione al cliente per la relativa autorizzazione a procedere al  fine di  raggiungere gli obiettivi prefissati.

COME CONTATTARCI

Per ulteriori informazioni sulla divisione ereditaria,  e conferire un incarico richiedi una consulenza online,  oppure prenota un  appuntamento  a studio  al numero 06.3217639.

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Diritto Successorio

Testamento e diritti dei legittimari

TESTAMENTO: QUANDO LEDE I DIRITTI DEGLI EREDI LEGITTIMARI E PUÒ ESSERE IMPUGNATO?

Testamento: quando lede i diritti degli eredi legittimari e può essere impugnato?

Nella successione testamentaria non possono essere violate le quote riservate agli eredi legittimari, né il  testatore può  eccedere per liberalità la quota disponibile a lui  riservata per legge

Il testatore nel  redigere l’atto di sua ultima volontà deve tenere conto sia della composizione dell’asse ereditario e, dunque, delle quote spettanti per legge ai legittimari  (coniuge,  figli, genitori e altri ascendenti), sia di  quanto compiuto a titolo di liberalità in vita a favore di questi, per esempio  attraverso donazioni indirette,  potendo disporre solo di una quota del suo patrimonio liberamente, spiega l’Avvocato Gianluca Sposato, Ceo di Legale24h, specializzato in diritto successorio ed ereditario a Roma.

Quota di riserva, quota disponibile ed azione di riduzione

Ai legittimari spetta una quota di riserva di cui abbiamo  parlato  in un precedente articolo esaminando  l’ipotesi in  cui la successione all’eredità si  apra senza che sia stato  redatto un testamento.

Nel caso in cui si dia luogo, invece,  alla successione testamentaria saranno  molteplici  gli  elementi  da analizzare,  a cominciare dalla capacità  di intendere e volere del testatore al momento  della redazione del  testamento, alla validità del testamento, che produce effetto dal momento  della sua pubblicazione e, non da ultimo, alla lesione della quota di  riserva destinata  per legge ai suoi  familiari e parenti, o  alla pubblicazione di un testamento falso.

Infatti l’art. 554 del codice civile dispone che le disposizioni testamentarie eccedenti la quota di cui il defunto poteva disporre sono soggette a riduzione nei limiti della quota medesima, attraverso l’esperimento dell’azione di riduzione dinanzi il Tribunale competente, ove sia fallito il tentativo di ricomporre la controversia ereditaria con una transazione ereditaria con bilanciamento delle quote spettanti a ciascun erede.

Quali sono le quote di cui il testatore può liberamente disporre nel testamento?

La quota disponibile varia a seconda del numero dei legittimari ma, in ogni caso, non può mai essere inferiore ad ¼ del patrimonio del testatore: questo significa che il testatore sarà sempre libero di disporre di ¼ del suo patrimonio come vuole, destinandolo anche a soggetti diversi dai propri familiari e parenti, o privilegiando uno di loro rispetto ad altri.

Ovviamente se non ci sono eredi legittimari, dunque il coniuge, i figli, i genitori o i nonni, il testatore può disporre liberamente dell’intera quota del proprio patrimonio.

Quale è la quota disponibile se il testatore è sposato o ha dei figli?

Se il testatore è sposato bisogna distinguere a seconda che ci siano figli, o meno.

Se non ci sono figli, ma solo il coniuge la sua quota disponibile è di ½, dunque l’altro ½ rappresenta la quota di riserva del coniuge.

Se oltre al coniuge ci sono anche dei figli la quota disponibile è di 1/3 se il figlio è uno solo  e di  ¼ se i figli sono più di  uno,  tenuto  conto  che il  coniuge avrà,  comunque, diritto  nel  primo caso  ad 1/3 e nel  secondo  caso  ad ¼ dell’asse ereditario,  oltre all’uso della casa coniugale e del suo mobilio.

Se il testatore alla sua morte lascia solo figli la quota disponibile sarà di ½ se ha un  solo  figlio  e di  1/3 se lascia più di un figlio, essendo riservata a loro  la restante quota nell’una e nell’altra ipotesi.

Qual è la quota disponibile se il testatore non è sposato e non ha figli?

Se il testatore, invece, non è sposato e non ha figli  ma, nell’asse ereditario sono presenti ascendenti e, dunque, genitori o nonni, che possono  agire anche per rappresentazione, la quota loro  destinata a titolo  di  riserva è  di  1/3 e dunque la disponibile del testatore è di  2/3. Non è prevista invece alcuna quota di riserva per i fratelli.

SCHEMA QUOTA DI RISERVA E QUOTA DISPONIBILE SUCCESSIONE TESTAMENTARIA

  • Se il testatore lascia solo il coniuge la quota disponibile è ½ (quota riserva coniuge 1/2)
  • Se lascia coniuge e un figlio la quota disponibile è 1/3 (quota riserva coniuge 1/3, figlio 1/3)
  • Se lascia coniuge e più di un figlio quota disponibile 1/4 (quota riserva coniuge ¼, figli ½)
  • Se lascia solo un figlio la quota disponibile è ½ (quota riserva figlio ½)
  • Se lascia più di un figlio la quota disponibile è 1/3 (quota riserva figli 2/3)
  • Se lascia coniuge e ascendenti disponibile ¼ (quota riserva coniuge ½, ascendenti 1/4)
  • Se lascia solo ascendenti disponibile 2/3 (quota riserva ascendenti 1/3)

Per prenotare un appuntamento e sottoporre la vostra questione ereditaria potete contattare l’Avvocato Gianluca Sposato, esperto in materia testamentaria e diritto ereditario a Roma, al link di seguito Legale24h