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Categorie
diritto-ereditario

Azione di riduzione di donazioni e disposizioni testamentarie

 

L’articolo  533 del  codice civile concede una ampia tutela all’erede,  disponendo  che possa chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti, o parte dei beni ereditari a titolo di erede, o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione, peraltro,  è  imprescrittibile, salvi gli effetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni.

L’azione di riduzione  è un’azione che la legge concede ai legittimari per ottenere la reintegrazione della legittima, detta anche quota di riserva,  mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre, cosiddetta disponibile. L’azione è attivabile anche contro le donazioni eccedenti la quota disponibile e le donazioni indirette, o  vendite simulate  dagli  eredi  legittimi è può  essere azionata anche a seguito  di riconoscimento  di  paternità  o maternità  postumo.

Compravendita di immobile e donazione indiretta

L’asse ereditario è composto dal relictum  e dal donatum, ciò  significa che ai  fini  del  computo della massa ereditaria da distribuire tra gli eredi legittimi bisogna tenere conto non solo di quanto resta alla morte del defunto, ma anche di quanto da questi disposto in vita. Se nel corso della sua esistenza, infatti,  il de cuius ha compiuto negozi giuridici che hanno avvantaggiato un erede rispetto agli altri, come avviene con l’acquisto di un immobile per il coniuge, o per il figlio, con  denaro proprio, le donazioni indirette rientrano nel computo  dei beni che compongono la massa ereditaria;  a meno  che non si  tratti di  disposizione di liberalità posta in  essere con le formalità richieste dalla legge ( dispensa dalla collazione ereditaria )  nel rispetto dei  limiti della quota di riserva di cui può disporsi e senza che venga intaccata la quota di riserva dei  legittimari. L’intestazione di un immobile al coniuge, o al figlio, costituisce una tipica donazione indiretta ed è molto frequente, anche per evitare il pagamento di imposte di successione. Tuttavia, la regola è  che le quote degli eredi legittimi devono tenere conto della collazione ereditaria, ovvero devono  confluire nella massa ereditaria anche i  frutti  delle disposizioni compiute in  vita dal  de cuius.

La collazione ereditaria

La collazione ereditaria consiste nell’aggiunta all’eredità di tutti i beni ricevuti in dono durante la vita del parente defunto ai figli,  ai i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione. I quali,  ai  sensi  dell’art. 737 del  codice civile,   devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente, o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati,  tenuto  conto,  come detto,  che la dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile. Anche nel caso  di  successione testamentaria deve essere rispettato il  vincolo  che garantisce al  coniuge ed ai  figli, in  qualità di  legittimari la quota loro  riservata per legge, operando  la dispensa da collazione solo limitatamente alla quota disponibile del  testatore. Occorre comunque tenere presente che sono  escluse dalla collazione  le spese di mantenimento e di educazione, le spese sostenute per malattia, le spese ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze, purché non  eccedenti  le possibilità economiche del defunto, le donazioni fatte per riconoscenza, o per i servizi resi ed i beni periti per cause che non sono imputabili al donatario (per esempio un’opera d’arte che sia stata rubata, o un appartamento distrutto da un terremoto).

Disposizioni testamentarie che escludono o danneggiano un erede

Qualora si  verifichino situazioni che ledano i  diritti  dell’erede è  fondamentale, per salvaguardare la propria posizione di  erede,   essere assistiti  da un  Avvocato che abbia lunga esperienza nel  ramo del diritto  successorio, che possa tutelare nel modo migliore i  diritti dell’erede pretermesso,  danneggiato da disposizioni testamentarie a lui sfavorevoli, od  da atti  compiuti  da altri  eredi che ledano  i suoi  diritti. L’ Avvocato Gianluca Sposato esperto in  diritto  ereditario,  successioni  e materia testamentaria, da oltre 25 anni  assiste in tutta Italia  clienti  anche per eredità  internazionali. E’ possibile ricevere una prima assistenza online con la quale approfondire maggiormente l’argomento di proprio interesse, o  prenotare un  appuntamento per una consulenza in studio chiamando  i numeri 06.3217639, o legale24h 347.8743614